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DARE un applied game per riflettere

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Pubblicato il: 19-11-2021

DARE un applied game per riflettere © istock

Sanihelp.it - Durante il Convegno Nazionale della SICP Società Italiana di Cure Palliative, in corso a Rimini dal 18 al 20 novembre è stato presentato Dare un applied game per riflettere e sensibilizzare i più giovani sulle patologie inguaribili e sulle cure palliative pediatriche.

Per cure palliative pediatriche si intende un approccio assistenziale in grado di garantire ai minori affetti da malattie inguaribili e alle loro famiglie la miglior qualità di vita possibile, attraverso il lavoro di professionisti specializzati per curare il bambino (preferibilmente a domicilio) e sostenere le famiglie in tutte le fasi della malattia, alleviandone sofferenze fisiche, psicologiche, emotive e spirituali. 

In Italia sono 30.000 i minori affetti da patologia inguaribile.

Lo scopo del videogame è avvicinare i più giovani a questo tema così scottante, conoscere le emozioni che possono scaturire durante l’incontro con una persona malata (disorientamento, curiosità, imbarazzo, paura, superamento del pregiudizio) e stimolare un dibattito.

Dare racconta dell’amicizia tra Zeno e Violetta, due adolescenti chiamati a confrontarsi con i pregiudizi e le emozioni legate alla disabilità e alla malattia inguaribile, ed è disponibile gratuitamente per Android sulla piattaforma Google Play: https://dare.fondazionemaruzza.org/.

Il giocatore veste i panni di un adolescente ricoverato in ospedale a causa di un incidente; il suo mondo è a pezzi e vede la sua vita in frantumi.

Durante la notte una ragazza del reparto di neurologia pediatrica si rifugia in camera del ragazzo per sfuggire al turno di notte.

La sua ‘missione’ è raggiungere il distributore automatico al piano terra per prendere dei dolci. Il gioco presenta diversi livelli di difficoltà e l’utente dovrà combattere contro un nemico: l’avatar del pregiudizio. 

«Vogliamo creare una narrazione delle malattie inguaribili che le faccia uscire dall’invisibilità - spiega Elena Castelli, Segretario Generale della Fondazione - Di fronte a ragazzi con problemi di salute molto seri e complessi è normale non sapere come comportarsi, come comunicare» spiega.

«La loro realtà è fatta di terapie e assenze da scuola ma come tutti gli altri ragazzi hanno bisogno di socialità, relazioni, scambi, normalità. La necessità di ricoveri, l’assistenza domiciliare, le limitazioni impediscono preziose opportunità di sviluppo, di gioco ed esperienza del sé necessari ad una buona qualità di vita. è importante favorire la conoscenza e la familiarità al tema dell’inguaribilità per far sì che ragazzi e famiglie che vivono la malattia non siano emarginati, isolati o dimenticati. L’evitamento è un normale meccanismo difensivo di fronte ad un dolore come quello vissuto dalle famiglie, ma con il giusto approccio può essere superato».

La Fondazione Maruzza con questo videogioco ha voluto creare uno strumento che parla il linguaggio dei ragazzi e li incoraggia ad essere aperti allo scambio e a non farsi spaventare dalle emozioni, anche negative, che possono emergere nell’incontro con un coetaneo ammalato.

Il gioco, infatti, mostra come superando paure e pregiudizi sia possibile scoprire la profondità di valori universali come l’amicizia e il coraggio. 



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