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Una campagna per raccontare la sfida delle malattie reumatiche

Sanihelp.it – In vista della Giornata Mondiale delle Malattie Reumatiche del 12 ottobre è stata lanciata The Museum of Fallen Things una campagna di sensibilizzazione che nasce con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sui risultati oggi raggiungibili in termini di controllo della malattia reumatica, recupero della quotidianità e qualità di vita e invita chi convive con una patologia reumatica a non fermarsi ai limiti che questa impone.


La campagna gode del patrocinio delle principali associazioni pazienti — ANMAR ODV (Associazione Nazionale Malati Reumatici), ALMAR (Associazione Laziale Malati Reumatici) e APMARR (Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare).

Cuore dell’iniziativa è The Museum of Fallen Things: una mostra che raccoglie oggetti quotidiani, un bollitore caduto, un telefono scivolato di mano, un barattolo rotto e le storie di chi li ha vissuti, per trasformarli in testimonianze di qualcosa che, grazie alla remissione, può appartenere sempre più al passato.

Le malattie reumatiche sono patologie croniche di origine infiammatoria che interessano articolazioni, muscoli, ossa, tendini e legamenti, arrivando talvolta a coinvolgere anche altri organi. Se ne contano oltre 150 tipologie differenti, che colpiscono oltre 350 milioni di persone nel mondo e circa 6,5 milioni solo in Italia.1 Di queste, 734.000 devono convivere quotidianamente con forme croniche gravi come l’artrite reumatoide e le spondiloartropatie.2 Il peso di queste malattie può interferire anche con i gesti più semplici, a causa del dolore cronico e delle limitazioni motorie, spesso aggravati da diagnosi tardive, con un forte impatto sulla qualità della vita.

«Per chi convive con una patologia reumatica l’impatto sulla qualità di vita è molto profondo anche dal punto di vista psicologico e sociale, aspetti spesso sottovalutati. Il dolore e le limitazioni fisiche possono portare a rinunciare alla propria autonomia e a perdere il piacere delle attività quotidiane più semplici- hanno tenuto a precisare Sara Severoni, ANMAR e ALMAR e Antonella Celano, APMARR, in rappresentanza delle associazioni pazienti che hanno anche puntualizzatoo come- La remissione di malattia è un messaggio di speranza: riaccende sogni e passioni, restituendo alle persone la fiducia in un futuro migliore e l’opportunità di vivere la propria vita con serenità ed entusiasmo, senza il costante pensiero del dolore».

Grazie alle innovazioni terapeutiche più recenti, oggi raggiungere la remissione — la fase in cui i segni e i sintomi di una malattia si attenuano o scompaiono — non è più soltanto un obiettivo clinico, ma una reale opportunità che consente ai pazienti di recuperare autonomia di movimento e di riappropriarsi quotidianamente della propria vita.

Gli esperti coinvolti nella campagna Prof.ssa Maria Sole Chimenti, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, la Prof.ssa Paola Conigliaro, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, il Prof. Luca Navarini, Università Campus Bio-Medico di Roma e la Prof.ssa Francesca Romana Spinelli, Sapienza Università di Roma hanno tenuto a precisare che   «Oggi, grazie alla ricerca, si è giunti a una maggiore comprensione dei fenomeni patogenetici alla base di queste malattie. Questo ha permesso di sviluppare farmaci con meccanismi d’azione innovativi, che rendono la remissione un obiettivo concreto e accessibile per un numero sempre più ampio di pazienti che non dovranno più arrendersi a un’invalidità progressiva. Bisogna considerare, però, che l’efficacia di queste innovazioni è strettamente legata alla tempestività dell’intervento. Per questo è fondamentale promuovere una diagnosi precoce e incoraggiare un dialogo aperto con il reumatologo».


 

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