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Meno dormi, più aumenta il rischio cardiovascolare

9 milioni di italiani soffrono d'insonnia

Sanihelp.it – Sebbene il movimento e l'attività fisica siano abitudini importanti per rimanere in salute, uno stile di vita che si definisca sano non dovrebbe prescindere dal prevedere un periodo adeguato di riposo: almeno 7 o 8 ore di sonno, per la precisione. Non c'è dubbio che dormire faccia bene alla salute: aumenta la produttività, migliora le capacità mnemoniche, allontana i rischi di patologie neurodegenerative come il morbo d'Alzheimer, e in generale elimina le tossine accumulatesi durante la giornata all'interno del cervello. Per questo motivo l'insonnia è da considerarsi una malattia molto pericolosa: tra le altre cose riposare in maniera insufficiente influenza negativamente le funzioni cognitive e mina il sistema immunitario.


Secondo uno studio recente dell'Università di Helsinki, dormire meno di 7 ore al giorno aumenterebbe anche il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, ripercuotendosi in particolare sul metabolismo del colesterolo. I ricercatori hanno infatti osservato come i livelli di lipoproteine HDL, definito anche come colesterolo buono in quanto apporta benefici ai vasi sanguigni, fossero più bassi nei soggetti che riposano poco. Il danno è tale per cui basterebbe una settimana di insonnia per veder comparire i primi segnali di aterosclerosi. 

Tuttavia, lo stile di vita moderno tende ad avere un'influenza fortemente negativa anche dal punto di vista del riposo, tanto che ben 9 milioni di italiani soffrirebbero di insonnia. L'ansia e lo stress si ripercuotono infatti sulla nostra capacità di prendere sonno, come anche l'esposizione esagerata agli schermi del computer e dello smartphone. Per combattere questo disturbo, dunque, meglio preferire una buona lettura prima di coricarsi, ed evitare di assumere bevande eccitanti come caffè, tè ed energy drinks. 

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