Sanihelp.it – Di fronte a un tumore quello che può accadere a talune cellule del nostro sistema immunitario è rallentare eccessivamente la propria attività a difesa dell’organismo, al punto che il sistema immunitario stesso si blocca. L’immunoterapia è dunque quel tipo di trattamento che consente di tenere a bada certi tumori, come il melanoma, sbloccando i ‘freni’ che inbiscono il sistema immunitario e consentendogli di distruggere nuovamente le cellule tumorali.
Attualmente sono fondamentalmente due le molecole conosciute che generano i rallentamenti di fronte a un tumore e che possono essere neutralizzate mediante immunoterapia:la Pd1 e la Ctl4, entrambe presenti nei linfociti T. Diversi farmaci sono stati sviluppati proprio per riattivare le nostre difese naturali, agendo su queste due molecole; farmaci che ad oggi rappresentano il primo passo di quella che è stata chiamata la rivoluzione dell’immunoncologia.
Un recente studio – pubblicato su Nature ed effettuato da un team di ricercatori italiani coordinati da Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto Humanitas di Milano e docente all’Humanitas University – ha individuato un’altra molecola che impedisce al sistema immunitario di attivarsi contro il cancro: si chiama IL-1r8 (recettore numero 8 dell’interleuchina 1) e potrebbe avere un ruolo persino più importante dei marcatori già noti.
Grazie alla ricerca si è compreso che la proteina IL-1r8, presente sulle cellule del sistema immunitario chiamate Natural Killer (NK) e sui linfociti T, agisce da blocco rispetto all’azione di queste due importanti famiglie di modulatori: se si toglie il blocco, spegnendo il gene che esprime questa proteina, l'azione antitumorale tanto degli NK quanto dei linfociti T diviene molto più potente.
La scoperta è stata confermata prima in vitro, ossia su cellule prese singolarmente, e successivamente su modelli animali sia di tumore al fegato, sia di metastasi di tumori del colon e di sarcomi. Ebbene, ogni volta gli animali con il gene modificato hanno contrastato molto meglio l'insorgenza del tumore e anche le cellule umane modificate, poste in coltura, si sono comportate secondo le attese.
Un grande passo in avanti dell’immunoterapia oncologica
Individuato un nuovo 'freno' del sistema immunitario
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FonteNature



