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Carboidrati sì, ma occhio alla qualità

Redatto il documento sull'Indice Glicemico

Sanihelp.it – A seguito dell’allarmante crescita di obesità e diabete, Nutrition Foundation of Italia e Oldways hanno organizzato un Congresso che ha riunito a Stresa, tra il 6 e 7 giugno, i massimi esperti in scienze della nutrizione, al fine di redigere un «Documento di consenso» che permetta la misurazione della qualità dei carboidrati.

La qualità dei carboidrati viene misurata tramite l’Indice Glicemico, che permette di stabilire la velocità con cui aumenta la concentrazione di glucosio nel sangue a seguito dell’assunzione dell’alimento. Per questo motivo, nel corso del Congresso, è stata sottolineata la necessità di indicare questo parametro sulle etichette di confezionamento, che unitamente al valore del Carico Glicemico (cioè della quantità di carboidrati presenti in un alimento) potranno permettere al consumatore di tenere sotto controllo i valori della glicemia.

Lo stesso Walter Willett, Presidente del Dipartimento di Nutrizione presso l’Harvard School of Public Health, nel corso del Congresso afferma che «diete ad alto contenuto di IG/CG contribuiscono al rischio della formazione di malattie cardiovascolari e del diabete di tipo 2. La riduzione dell’IG e del CG dovrebbe essere una priorità per preservare la salute pubblica».

Carboidrati promossi quindi, ma con un debito da sanare: la qualità segnalata in etichetta. 

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