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Latte umano donato: sempre meno

Sanihelp.it – L’AIBLUD e la Società Italiana di Neonatologia (SIN), in occasione della Giornata Mondiale della Donazione del Latte Umano, che ricorre il 19 maggio, accendono i riflettori su un’importante problematica emersa  dalla 3a indagine sulle banche del latte (BLUD), secondo la quale vi è un calo del 12% nelle donazioni del latte umano.

Quest’ultimo è un alimento fondamentale per i neonati prematuri e per quelli ricoverati nelle terapie intensive neonatali, nonché per i bambini le cui mamme non possono allattare al seno. 

«Tra i tanti problemi causati dalla pandemia da COVID-19 in Italia, c’è stato l’impatto negativo sulla donazione del latte e, di conseguenza, sui quantitativi di latte raccolti dalle Banche del Latte Umano Donato. La sospensione del servizio di raccolta a domicilio, l’impossibilità ad uscire di casa per il lockdown e il timore delle donatrici di recarsi in ospedale per donare il latte sono stati tra i principali motivi che hanno portato a disincentivare la donazione. Pertanto, molti neonati prematuri e patologici hanno dovuto rinunciare a questo prezioso alimento. Purtroppo, in questa emergenza, il nostro paese non si è mostrato pronto ad intervenire per porre rimedio alla situazione critica.  Durante queste tragiche situazioni, la sopravvivenza dei neonati e dei lattanti può dipendere dalla loro possibilità di accesso all’allattamento al seno e/o al latte umano donato» ha dichiarato il Presidente Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD), Guido E. Moro.

«Il latte materno è fondamentale per la crescita e il benessere dei neonati prematuri e più in generale per tutti quei neonati che le mamme non possono allattare al seno. Le banche del latte umano donato, per noi neonatologi, rappresentano una risorsa preziosa, così come lo sono le mamme che decidono di donare una parte del loro latte per la cura di altri neonati: un grandissimo atto d’amore. Purtroppo, la pandemia ha frenato significativamente la donazione del latte privando, di fatto, migliaia di neonati del principale alimento per la loro crescita», gli ha fatto eco  il presidente della SIN, Luigi Orfeo. 

I dati negativi nella donazione impongono la preparazione di un piano di Regionalizzazione delle BLUD nel nostro Paese.

Solo la realizzazione di questo progetto consentirà la messa in rete a livello Regionale delle banche esistenti e la razionalizzazione del servizio con la creazione di Hub (vere e proprie banche del latte) e di Punti di Raccolta, con lo scopo di identificare e selezionare le donatrici e raccogliere il latte che verrà poi inviato per il trattamento, la conservazione e la distribuzione agli Hub regionali.

Questa organizzazione permetterebbe una copertura strategica di tutte le aree, la possibilità di fornire latte umano donato a tutte le Terapie Intensive Neonatali ed una razionalizzazione del servizio con riduzione significativa dei costi.

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