Sanihelp.it – I cambiamenti climatici stanno favorendo la vita di muffe e funghi.
Con il termine muffa si intende comunemente un agglomerato di funghi che cresce in determinate condizioni di temperatura e umidità formando il caratteristico e sottile strato verdastro spesso presente in ambienti interni (indoor) caldi e umidi, come le docce, pareti di locali poco aerati, tessuti, o su alimenti. I funghi sono presenti anche nell’aria esterna (outdoor) sotto forma di spore di piccolissime dimensioni che possono essere inalate.
«Le spore fungine contengono proteine che possono comportarsi come allergeni, e quando inalate indurre sensibilizzazione e insorgenza di asma e rinite allergiche in individui predisposti- chiarisce la prof.ssa Gianna Moscato, allergologa AAIITO- I funghi aerodispersi di maggiore importanza allergologica sono Alternaria, Cladosporium, Epicoccum. In particolare, l’Alternaria è considerata la causa principale di epidemie di asma grave che si manifestano a fine estate, periodo in cui c’è la maggiore crescita di questo fungo nell’atmosfera. I soggetti sensibilizzati traggono giovamento dall’immunoterapia specifica».
Da alcuni anni è stato osservato che durante i violenti temporali che si osservano sempre più frequentemente a causa dei cambiamenti climatici vi è un aumento di accessi al Pronto Soccorso per attacchi gravi di asma.
Questo fenomeno si osserva in soggetti asmatici allergici rimasti a lungo outdoor, e non in asmatici che stanno prevalentemente indoor.
Alla base del fenomeno vi sarebbe l’inalazione di grandi quantità di allergeni di pollini o funghi rilasciati nell’atmosfera a causa delle violente precipitazioni, che agisce da trigger per lo scatenamento di gravi attacchi d’asma.
Una review del 2020 riporta che i cambiamenti climatici possono anche aumentare il livello di esposizione a funghi negli ambienti interni.
Dati derivanti da uragani come Katrina e Rita negli Stati Uniti sembrano dimostrare che dopo questi eventi estremi vi è un’aumentata umidità nelle case che favorisce la crescita di funghi e muffe, con aumento dei livelli di esposizione degli individui agli allergeni da essi derivati anche per lunghi periodi, e conseguente scatenamento di sintomi asmatici e/o rinitici.
«E’ quindi di primaria importanza anche per queste patologie che vengano intrapresi al più presto provvedimenti per contrastare le emissioni di gas serra che sono all’origine dei cambiamenti climatici che inducono questi violenti fenomeni atmosferici» sottolinea la prof.ssa Moscato. Diversi studi hanno evidenziato che la prolungata esposizione a elevate concentrazioni di funghi e muffe in ambienti interni umidi durante l’età infantile è associata a un rischio aumentato di sviluppare asma e rinite durante l’adolescenza, anche in assenza di una sensibilizzazione allergica ed a una persistenza della malattia in individui già asmatici ecco perché come ribadisce la professoressa Moscato: «E’ quindi molto importante rendere gli ambienti di vita il più salubri possibile, soprattutto nell’età infantile».



