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Sindrome metabolica, sonno fondamentale per combatterla

Studi e ricerche

Sanihelp.it – Un tempo si pensava che dormire non influenzasse la vita quotidiana al di là della stanchezza. Oggi, invece, diverse ricerche hanno dimostrato quanto il fatto di dormire bene possa aiutare il corpo a mantenersi in equilibrio, evitando anche l’aumento di peso e la così detta sindrome metabolica.


Questa sindrome si verifica nel momento in cui vi siano diversi tra i fattori indicati, come la pressione alta, l’elevata glicemia, i trigliceridi alti, bassi livelli di colesterolo HDL ed eccesso di grasso addominale.

La sindrome metabolica è un fattore di rischio cardiovascolare importante, ed è per questo che andrebbe prevenuta o, almeno, gestita al meglio. Se spesso i medici, certamente in buona fede, prescrivono diete e farmaci per gestire la sindrome metabolica, oggi sappiamo che anche il sonno ha un ruolo essenziale nella gestione dei processi naturali del corpo.

Una ricerca realizzata dall’università di Seul, e pubblicata sulla rivista Bmc Public Health, ha indicato come chi dorma meno di sei ore a notte abbia già i primi segni della sindrome metabolica. Negli uomini questa si presentava soprattutto con l’aumento di peso e della circonferenza addominale, nelle donne soprattutto con un aumento della glicemia a digiuno.

Ma, allora, che cosa c’entra il sonno nella gestione della sindrome metabolica?

Come indicato da Russell Foster nel suo nuovo libro, in uscita il 14 marzo per Aboca Edizioni, «L’arte di dormire bene», la deprivazione del sonno è sicuramente associata al rilascio del così detto ormone della fame, la grielina, con una conseguente riduzione del rilascio dell’ormone della sazietà, la leptina.

Il risultato di questo semplice, eppure essenziale, squilibrio sarà un maggiore appetito durante il giorno, il ricorso a cibi calorici e ad alto contenuto di zuccheri e, ovviamente, una difficoltà sia nella perdita di peso sia nella possibilità di seguire con successo le diete prescritte dal medico.

Per questo motivo Russell indica, in modo sapiente e accessibile, una serie di consigli grazie ai quali dormire meglio e, così, prendersi cura della propria salute a trecentosessanta gradi. Proprio con riferimento al cibo, l’autore indica la necessità di mangiare di meno la sera, e soprattutto di mangiare almeno tre ore prima di andare a letto.

Questo consentirà al corpo non solo di dormire meglio, ma anche di iniziare, e praticamente ultimare, la digestione prima delle fasi più importanti del sonno. Una semplice riorganizzazione della propria giornata, quindi, potrà fare la differenza e, in sostanza, salvare la propria vita.

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