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I benefici dello ialuronico in ortopedia: 5 motivi per il sì

Salute

Sanihelp.it – Cellule staminali, ingegneria dei tessuti ossei, fattori di crescita, terapie geniche e biomateriali innovativi: le possibilità e le tecniche di medicina rigenerativa per l’ortopedia sono veramente moltissime e molte altre sono ancora oggetto di studio nella comunità scientifica internazionale. Precursore di queste metodiche è sicuramente l’acido ialuronico, oggi una delle principali opzioni di trattamento per le patologie degenerative articolari (artrosi) e per quelle tendinee. Grazie alle sue proprietà di lubrificazione e protezione dell'articolazione, infatti, l’acido ialuronico permette di alleviare in modo efficace i sintomi dell'artrosi, fornendo un'alternativa efficace al cortisone.


«A differenza del cortisone» spiega il professor Paolo Collivadino, specialista in ortopedia e traumatologia, chirurgia protesica, chirurgia artroscopica e ortopedia rigenerativa, presso Clinic Boutique, primo Centro Medico specializzato in Medicina Estetica Rigenerativa di recente apertura a Milano «che se usato a lungo può causare effetti collaterali, l’acido ialuronico è sicuro e ben tollerato e può essere impiegato per applicazioni ripetute. Grazie all’efficace azione lubrificante, anti-infiammatoria e di nutrimento dei tendini rappresenta una valida alternativa ai corticosteroidi anche per le patologie tendinee».

I cinque motivi per dire sì all’acido ialuronico 

1. Aumenta la mobilità riducendo il dolore articolare

La viscosità dell'acido ialuronico aiuta a lubrificare e proteggere le articolazioni, fornendo sollievo dal dolore. «A livello articolare» prosegue il professor Paolo Collivadino, «l'acido ialuronico agisce come una sorta di ammortizzatore tra le articolazioni, lubrificandole e ripristinando l’equilibrio del liquido sinoviale, fondamentale per il benessere articolare . Questa azione, chiamata viscosupplementazione, permette di ridurre significativamente il dolore e migliorare la mobilità articolare, fornendo un sollievo duraturo».

2. Ha meno effetti collaterali

Negli anni l’uso dell’acido ialuronico si è esteso dai problemi articolari alle patologie tendinee come l’infiammazione ai tendini della spalla (la cosiddetta cuffia dei rotatori) o l’epicondilite, un tempo nota come »gomito del tennista». «Col tempo» spiega l’esperto «l’acido ialuronico ha decisamente soppiantato l’uso del cortisone a livello infiltrativo grazie al fatto che non comporta gli effetti collaterali e le controindicazioni tipiche dei corticosteroidi». L’impiego di cortisone, infatti, presenta numerose limitazioni. A iniziare dal fatto che è altamente sconsigliato quando il paziente è affetto da alcune patologie come il diabete o disturbi renali o ipertensione. In questi casi, avere a disposizione un’alternativa meno problematica risulta fondamentale.

3. È amico dei tendini

Al contrario dell’acido ialuronico, che svolge un’azione di nutrimento sui tendini, il cortisone è »nemico» di tendini e ossa e un suo uso prolungato può portare a danni anche seri. «Il cortisone, che tende a concentrarsi nel punto di iniezione, ha un´azione negativa sia sui tendini che sul bilancio osseo. Può infatti causare perdita di massa ossea esponendo il paziente al rischio di fratture» continua Collivadino.

4. Evita gli inestetismi

L’uso dell’acido ialuronico evita anche alcune complicazioni di tipo estetico generate dall’uso del cortisone, come l’insorgere di macchie bianche nella zona di applicazione – dovuta alla depigmentazione epidermica della parte trattata  –o l’apparente sporgere dell’articolazione interessata, impressione causata, in realtà, dall’atrofia del grasso sottocutaneo che mette in evidenza l’osso.

5. Costi in diminuzione

Sebbene non esistano limiti terapeutici rispetto ai corticosteroidi, vi è un fattore che ha finora limitato l’uso dell’acido ialuronico: il maggior costo di acquisto. Comunque, anche questo fattore è oggi diventato secondario: «L’acido ialuronico è ora accessibile praticamente a tutti, anche grazie alla diffusione massiva dei prodotti che lo utilizzano» spiega l’esperto.

Un cocktail efficace e sicuro

Quando il livello di infiammazione è molto elevato, l’uso del cortisone potrebbe essere preferibile. Anche in questi casi, però, non è necessario rinunciare ai vantaggi offerti dell’acido ialuronico. É infatti possibile miscelare l’acido ialuronico con piccole dosi di corticosteroidi in modo da accrescerne l’efficacia limitando gli effetti collaterali tipici del cortisone. «La miscela di acido ialuronico e cortisone permette di potenziare l’effetto anti-infiammatorio immediato, con più veloce risoluzione della sintomatologia dolorosa, senza però rischiare i potenziali effetti collaterali dei corticosteroidi utilizzati a dosi complete» conclude il professor Collivadino.

 

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