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Settimana europea della mobilità

Sanihelp.it – La Settimana europea della mobilità (Sem) è una  campagna annuale promossa dall'Unione Europea per sensibilizzare l'opinione pubblica e promuovere soluzioni di mobilità sostenibile nelle città e comunità europee.


Come ogni anno, la manifestazione è partita il 16 settembre e prosegue sino al 22 tra eventi e iniziative organizzati in molte città, sia europee sia italiane.

Il tema annuale scelto quest’anno è il risparmio energetico ecco perché gli eventi che si stanno svolgendo sono focalizzati per  incoraggiare le persone a considerare alternative all’uso dell’auto privata per gli spostamenti, come il trasporto pubblico, la bicicletta, il car sharing, l'uso condiviso di veicoli elettrici, gli spostamenti a piedi e in generale le altre forme di mobilità a basse emissioni.

In questo senso in Italia c’è ancora molto da fare: secondo i dati della Sorveglianza Passi del Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute (Cnapps) dell’Iss, diffusi per la Sem  solo il 42% dei 18-69enni si recano a scuola o al lavoro sfruttando mobilità attiva.

Eppure andare a a scuola o al lavoro, a piedi, in bici o utilizzando altre strategie di mobilità attiva, può diminuire la mortalità e ridurre l’insorgenza di molte malattie croniche.

 

Complessivamente nel biennio 2021-2022 il 42% degli adulti intervistati pratica mobilità attiva e dichiara di aver usato la bicicletta e/o di essersi spostato a piedi per andare al lavoro, a scuola o per gli spostamenti quotidiani nel mese precedente l’intervista.

Il 19% degli intervistati risulta fisicamente attivo con la sola pratica della mobilità attiva, perché grazie a questa raggiunge i livelli di attività fisica raccomandati dall’OMS, almeno 150 minuti a settimana di attività moderata, e il 23% risulta parzialmente attivo per mobilità attiva praticata perché si sposta a piedi o in bicicletta ma lo fa per meno di 150 minuti a settimana.

La quota di persone che raggiunge i livelli di attività fisica raccomandati dall’OMS attraverso la mobilità attiva è maggiore tra i 18-24enni, ma anche fra i 50-69enni, fra le persone con alto livello di istruzione, fra gli stranieri e fra i residenti nelle Regioni settentrionali, rispetto al resto del Paese.

 

Dal 2017 al 2022, si registra una lieve diminuzione della quota di persone che si muove a piedi o in bici per gli spostamenti abituali e, in particolare, una riduzione più forte tra coloro che riescono a raggiungere i livelli di attività fisica raccomandati, specialmente al Sud

La mobilità attiva – sottolinea l’Iss – corrisponde alla scelta di andare in bicicletta o a piedi per i propri spostamenti abituali (ad es. lavoro o scuola), attraverso il trasporto attivo in alternativa all’uso di veicoli a motore.

È associata ad una significativa riduzione del rischio di mortalità per tutte le cause (-24%) e di mortalità per tumore (-25%) in coloro che praticano mobilità attiva in bicicletta.

Come raccomandato dalle linee guida OMS sull’attività fisica, per le persone che vanno in bicicletta o a piedi per almeno 150 minuti a settimana, il rischio di mortalità si riduce del 10%.

Si calcola che, nell’Unione europea, ogni anno più di 100.000 morti premature potrebbero essere evitate se ogni adulto andasse a piedi o in bicicletta per 15 minuti in più al giorno.

Le persone fisicamente attive hanno fino al 30% di rischio in meno di cadere in depressione e rimanere attivi migliora l’umore e riduce lo stress.

Andare in bicicletta e camminare comportano inoltre benefici per la società, come la riduzione dell’inquinamento atmosferico, acustico e ambientale.

 

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FonteISS

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