Sanihelp.it – Demenza e sarcopenia, ovvero rispettivamente la compromissione delle funzioni cognitive e la perdita progressiva di massa e forza muscolare, condividono un triste destino di sottovalutazione e di ritardo diagnostico, nonostante entrambe possano minare profondamente la qualità della vita degli anziani.
È questo il messaggio diramato dai geriatri della SIGOT alla vigilia del 39° Congresso.
L’aumento della sopravvivenza sta portando anche a una crescita della prevalenza di queste patologie associate all’invecchiamento, tuttavia manca una piena consapevolezza, da parte della cittadinanza e talvolta anche da parte dei clinici.
La sarcopenia, condizione spesso confusa con i normali segni dell’invecchiamento rappresenta oggi, in realtà, una vera emergenza sanitaria silenziosa.
La condizione si caratterizza dalla progressiva perdita di massa, forza e funzionalità muscolare scheletrica, colpisce tra il 5% e il 10% degli anziani che vivono al domicilio, ma la percentuale cresce fino al 30% nelle strutture residenziali e supera il 37% nei reparti ospedalieri per acuti: più di un anziano su tre ricoverato in ospedale ne è affetto.
«La sarcopenia è ancora largamente sottostimata e sottodiagnosticata, nonostante le sue gravi conseguenze sulla qualità della vita, sull’autonomia e sui costi del sistema sanitario – spiega Liliana Mazza, Presidente SIGOT Young – I sintomi sono spesso scambiati per semplici segnali dell’età che avanza, ma indicano invece una condizione patologica ben precisa e potenzialmente disabilitante. Eppure proprio azioni di vita quotidiana come sollevare la spesa, camminare in una stanza, sollevarsi dalla sedia, salire un piano di scale devono porre il sospetto di sarcopenia, che va poi confermato con ulteriori accertamenti. Una recente metanalisi pubblicata su »European Geriatric Medicine» (gennaio 2025) ha evidenziato una scarsa consapevolezza sia tra i professionisti sanitari sia tra la popolazione. Il termine »sarcopenia», inoltre, viene cercato online oltre 50 volte in meno rispetto a »demenza» e più di 30 volte in meno rispetto a »osteoporosi», segnalando un grave ritardo culturale nell’attenzione alla salute muscolare».
La sarcopenia è una malattia vera e propria, con ripercussioni importanti sulla salute pubblica: aumenta il rischio di disabilità, cadute, fratture, ospedalizzazioni e mortalità.
Non riconoscerla significa rinunciare a prevenire la fragilità e la perdita di autonomia di milioni di anziani.
Tuttavia, se riconosciuta precocemente, può essere trattata con efficacia.
«Un’adeguata assunzione proteica (fino a 1,5 g/kg al giorno per chi è già affetto), una regolare attività fisica e, se necessario, l’integrazione di vitamina D rappresentano le armi più efficaci per contrastarla – aggiunge Liliana Mazza – Per ottenere risultati concreti è fondamentale un approccio multidisciplinare e una maggiore diffusione della consapevolezza tra operatori sanitari e cittadini. In quest’ottica, la SIGOT ha avviato un’indagine interna per misurare il livello di conoscenza della sarcopenia tra i suoi soci e sviluppare strategie concrete per migliorare prevenzione, diagnosi e trattamento».
Secondo le stime più recenti dell’Osservatorio Demenze dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia vivono oggi oltre un milione 200mila persone con demenza; a questi vanno aggiunti circa un altro milione di soggetti con disturbo cognitivo lieve, vero campanello d’allarme per un’evoluzione in forma più grave.
Condizione cronica e a lunga evoluzione, la demenza impatta non solo sul paziente ma anche sui caregiver il cui carico assistenziale può tradursi in stress, disturbi del sonno e rischi per la salute fisica ed emotiva.
Per contro, una diagnosi tempestiva e la presa in carico con la Valutazione Multidimensionale Geriatrica consentono di intercettare precocemente bisogni sanitari, sociali e ambientali, migliorando gli esiti clinici, la qualità di vita e riducendo ricoveri e costi socio‐sanitari.



