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L’importanza del test del microbiota intestinale

Sanihelp.it – Già Ippocrate nel VI secolo a.C. sosteneva che “ dall’intestino partono tutte le malattie”, e alla luce delle conoscenze attuali possiamo dire che questo è assolutamente vero.


Le scoperte in campo biomedico degli ultimi decenni, hanno ormai sancito come il microbiota intestinale (l’insieme della flora batterica intestinale) sia in stretta relazione con lo stato di salute umana, e come uno stato di disbiosi (disequilibrio del microbiota), sia responsabile dell’insorgenza di malattie metaboliche, autoimmuni, reumatiche ed anche psicologiche. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Alessandra Oca, Biologa nutrizionista e farmacista presso Poliambulatorio Aesthe Medica e Aura a Milano presso Centro Medico Ripamonti.

Cosa succede dottoressa quando si instaura una condizione di disbiosi?

Sono due le principali disbiosi di tipo batterico all’interno dell’intestino: fermentativa e putrefattiva.

La disbiosi fermentativa caratterizzata da un’eccessiva fermentazione batterica nell’intestino tenue, associata ad un eccesso di consumo di carboidrati nella dieta, è caratterizzata dalla produzione di gas, come idrogeno e metano, che causano forte gonfiore addominale, meteorismo e difficoltà digestive.

La disbiosi putrefattiva è principalmente localizzata nel colon, caratterizzata da un’eccessiva proliferazione di batteri che degradano le proteine e i grassi, producendo sostanze maleodoranti. Comporta maggiori rischi per la salute, per la capacità di generare aumento della permeabilità della mucosa intestinale, compromissione del sistema immunitario, con possibilità di insorgenza di neoplasie a carico del colon.

Quali test sono disponibili per l’analisi del microbiota?


E’ possibile oggi attraverso analisi di laboratorio, ottenere informazioni sul proprio microbiota intestinale.

Disbiotest Da un semplice esame sulle urine (disbiotest) è possibile ottenere informazioni sulla tipologia di disbiosi batterica intestinale; se fermentativa o putrefattiva. Questo esame rileva la produzione dei principali metaboliti (scatolo e indicano) prodotti dalla flora batterica intestinale e consente di fare una diagnosi differenziale, quando i sintomi riferiti dal paziente ( dolore e gonfiore addominale, meteorismo, alvo alterno) sono incerti e/o sovrapponibili, e di poter correggere la dieta in modo mirato al ripristino dell’eubiosi, ovvero l’ equilibrio armonioso e sano della flora batterica intestinale.

Test metagenomico

Attraverso un campione di feci tramite analisi di alto livello basate sulla tecnica di sequenziamento genomico (NGS Next-Generation-Sequencing), è possibile individuare la composizione dei microrganismi che albergano nel nostro intestino.

Con questo test, è possibile identificare con precisione la popolazione batterica, di virus ( es: Papilloma virus, Citomegalovirus) , funghi (es: Candida Albicans o Aspergillus Niger), e una serie di parassiti patogeni e non che albergano nell’intestino.

La precisa identificazione ha il vantaggio di ottenere informazioni sulla produzione dei loro principali metaboliti implicati nella regolazione dello stato di salute, che si esplica su vari assi: intestino-cardiocircolatorio, intestino-pelle, intestino-cervello, intestino-fegato, intestino-obesità.

Perchè eseguire un test metagenomico del microbiota?

Conoscere la composizione del proprio microbiota consente di individuare squilibri nella flora batterica che possono essere associate a diverse condizioni come disturbi gastrointestinali malattie metaboliche infiammazioni croniche e problemi immunitari e mettere a punto un programma mirato di prevenzione per i soggetti a rischio.

 A chi è consigliato?

E’ un esame consigliato in presenza di

  • disturbi gastrointestinali (sindrome dell’intestino irritabile, malattie infiammatorie intestinali dispepsia alvo alterno)
  • infezioni urogenitali ricorrenti come candida e vaginosi batteriche
  • sovrappeso e obesità (difficoltà nel dimagrimento)
  • problematiche dermatologiche (eczemi e psoriasi)
  • alterazioni del tono dell’umore
  • prevenzione e al rallentamento dei fenomeni infiammatori e dell’invecchiamento.

Come utilizzare i risultati

Per un intervento su misura e come base per ulteriori accertamenti diagnostici in caso di rilevazione di specie patogene.

Essendo lo sviluppo del microbiota intestinale quasi totalmente dipendente da ciò che mangiamo e dal contatto con l’ambiente e molto poco dall’assetto genetico dell’individuo, la strada per ritrovare l’eubiosi e la salute passa per la dieta.

Il cibo è quindi in grado di modulare attraverso il microbiota l’insorgenza di molte malattie. Intervenire con la dieta e terapie probiotiche e prebiotiche costruite sulla base del proprio microbiota e non generiche, consente risposte di prevenzione e cura mirate.

Troppo spesso l’utilizzo di prebiotici è abusato e utilizzato in modo non corretto, creando spesso un peggioramento dei sintomi della condizione.

L’antico detto popolare siamo quello che mangiamo ha trovato conferma nella scienza.

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