HomeSalute BenessereTumoriTrapianti d'organo e cancro: che relazione c'è?

Trapianti d’organo e cancro: che relazione c’è?

Tumori: prevenzione e terapia

Sanihelp.it – Uno studio pubblicato sull’American Journal of Transplantation rileva che le persone che sono state sottoposte a trapianto d’organo aderiscono meno agli screening preventivi per i tumori, e quindi hanno maggiori probabilità di ammalarsi e morire di qualche forma tumorale, indipendentemente dall’età e dal tempo trascorso dall’intervento.
Secondo Eric Engels, a capo della divisione di ricerca sulle infezioni, la genetica e l’epidemiologia dei tumori del National Cancer Institute di Bethesda, la maggiore incidenza di tumori nei pazienti trapiantati dipende dalla immunodepressione indotta dai farmaci utilizzare per evitare il rigetto.
La maggiore incidenza di tumore che si rileva in queste persone è paragonabile a quella che si osserva nei malati di AIDS, in quanto la depressione del sistema immunitario espone maggiormente al rischio di contrarre infezioni. Anche il tipo di trapianto può influenzare, per esempio le probabilità di ammalarsi di cancro al polmone sono più alte in chi ha ricevuto un polmone nuovo.
Antonio Daniele Pinna, direttore dell’unità operativa di chirurgia generale e dei trapianti del policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna e coordinatore del Gruppo italiano oncologico sui tumori nei trapiantati d’organo (Giotto), spiega che le malattie che più facilmente possono essere contratte sono i tumori indotti da virus oncogeni, come nel caso del sarcoma di Kaposi, dei linfomi, dei carcinomi anogenitali e del tumore al fegato. Nei pazienti trapiantati le cause del cancro, oltre all’immunodepressione cronica, sono l’invecchiamento fisiologico, lo stile di vita, la presenza di virus oncogeni, e infine l’azione cancerogena diretta di alcune classi di farmaci immunosoppressori, che tuttavia sono indispensabili.


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