Sanihelp.it – Non conosciamo tutti i segreti del nostro DNA, ma studiandolo a fondo si può arrivare anche a terapie mirate contro il tumore, come spiega uno studio di recente pubblicato su Precision Oncology. In 35 donne con tumore dell’endometrio in fase avanzata, trattate al Policlinico Gemelli, è stata individuata una serie di neo-antigeni tumorali condivisi, oltre 160, che potrebbero diventare un bersaglio per un vaccino sperimentale, il NOUS-209, già oggetto di studi sui tumori del colon retto e dello stomaco. Lo studio condotto dai ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS fornisce la prova concettuale che questo vaccino possa funzionare anche contro il cancro dell’endometrio.
Sono più di 8.600 i nuovi casi di tumore dell’endometrio che si registrano ogni anno in Italia. Si tratta dell’unico tumore ginecologico per il quale si registra un aumento di incidenza, legato all’obesità, che determina iper-estrogenismo, e all’invecchiamento della popolazione. L’OMS stima che, nei prossimi 20 anni, si assisterà a un aumento del 50% dei nuovi casi di questo tumore e a un aumento di mortalità (attualmente la sopravvivenza 5 anni è del 79%).
Nell’80% dei casi questo tipo di tumore viene diagnosticato in fase iniziale, spesso a causa di un sanguinamento anomalo in pre o post menopausa, che porta la donna a sottoporsi a una visita ginecologica.
Il trattamento di questo tumore attualmente si avvale della chirurgia, della chemioterapia con immunoterapia e della radioterapia adiuvante (dopo l’intervento). A tutto questo potrebbe in futuro aggiungersi anche un vaccino terapeutico.



