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Farmaci anti-obesità contro il cancro: cosa c’è di vero?

Sanihelp.it – Nel mondo, 1 persona su 8 soffre di obesità, una malattia complessa e cronica che ha gravi ripercussioni sulla salute, in quanto aumenta il rischio di diabete, di malattie cardiovascolari e di almeno 13 tipi di cancro, tra cui quelli di colon, mammella, pancreas, rene e fegato. Anche i diabetici sono più propensi a sviluppare alcuni tipi di tumore, in quanto la disfunzione metabolica che accompagna queste malattie croniche crea un ambiente favorevole allo sviluppo e alla crescita del tumore e lo stesso fa lo stato di infiammazione cronica che le caratterizza.
Al congresso Asco (American Society of Clinical Oncology), appena terminato a Chicago, uno degli argomenti che ha suscitato interesse è la potenziale attività antitumorale dei farmaci incretino-mimetici, meglio noti con la sigla GLP-1 mimetici (o semplicemente GLP-1, sigla inglese che sta per glucagon-like peptide-1 receptor agonist) che, usati da anni come antidiabetici, hanno acquisito vasta fama da quando si è scoperto che sono in grado anche di far perdere peso e quindi possono essere utilizzati con successo anche per curare l’obesità. Sono stati presentati diversi studi che hanno esaminato la relazione tra farmaci a base di GLP-1 e cancro e che ipotizzano che i GLP-1 possano agire anche rallentando la crescita tumorale, anche se è ancora tutto da provare. La domanda alla quale ha tentato di rispondere questa ricerca è se questi farmaci, nelle persone già affette da un tumore, possano impedire alla malattia di dare metastasi. Semaglutide, liraglutide, tirzepatide appartengono alla classe dei farmaci GLP-1 e sono noti per la loro capacità di ridurre l’appetito, il peso corporeo, l’insulino-resistenza e l’infiammazione sistemica, in quanto mimano l’azione di un ormone intestinale che segnala al cervello la sensazione di sazietà e rallenta lo svuotamento gastrico. I risultati sono spesso significativi, e si arriva a una perdita di peso fino al 15-20%, in molti casi. Per quanto riguarda l’inibizione della crescita tumorale la strada è ancora lunga e richiede molte ricerche ma, visto che le basi ci sono, prudenza sì, ma anche speranza!


 

 

 

 

 

 


 

 

 

 


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