Sanihelp.it – La leucemia linfatica cronica è una malattia linfoproliferativa cronica caratterizzata dalla proliferazione anomala di linfociti dall’aspetto maturo, che diventano cancerosi e sostituiscono gradualmente le cellule normali dei linfonodi. Queste cellule risultano essere tumorali perché non completamente differenziate e, quindi, poco attive dal punto di vista immunologico. Questa forma di leucemia è più frequente in età tra i 67 e i 72 anni. I dati riguardanti il farmaco zanubrutinib sono stati presentati al congresso dell’European Hematology Association (EHA) 2026 e sono molto importanti perché spesso gli ultraottantenni vengono esclusi, o quantomeno sottorappresentati, dai trial clinici, nonostante si tratti di una fascia d’età sempre più presente nella pratica quotidiana dei medici. L’analisi ha riguardato 38 pazienti con leucemia linfatica cronica non precedentemente trattata, di età compresa tra 80 e 87 anni al momento dell’arruolamento. L’età mediana era di 81 anni, con un range compreso tra 80 e 87 anni. Dopo un follow-up mediano di 78,8 mesi, pari a circa sei anni e mezzo, zanubrutinib ha continuato a mostrare un beneficio clinico sostenuto.
«Molti studi clinici registrativi continuano a sottorappresentare i pazienti che i medici incontrano più spesso nella pratica clinica», ha osservato infatti Amit Agarwal, Chief Medical Officer, Hematology di BeOne Medicines. «Questi dati dimostrano che il beneficio duraturo di zanubrutinib si estende anche ai pazienti ottantenni, compresi quelli con caratteristiche di alto rischio. Altrettanto importante è il mantenimento di bassi tassi di fibrillazione atriale, che rafforza il favorevole profilo di tollerabilità del farmaco in una popolazione particolarmente fragile». Questo in quanto la fibrillazione atriale rappresenta una delle problematiche più frequenti e aumenta progressivamente con l’età, raggiungendo una prevalenza di circa il 9% negli over 80. Un’analisi retrospettiva sui pazienti trattati in prima linea, dimostra che il tasso di fibrillazione atriale a un anno è risultato inferiore con zanubrutinib rispetto ad altri farmaci simili.
Si tratta di un dato che potrebbe assumere particolare rilevanza nella pratica clinica, considerando l’elevata prevalenza di fattori di rischio cardiovascolare nei pazienti anziani con leucemia linfatica cronica.
Leucemia linfatica cronica: zanubrutinib anche a 80 anni
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