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Paola Barale vuole sfatare i tabù della menopausa

Donne

Sanihelp.it – Non è poi la fine del mondo. Questo è il titolo del volume firmato da Paola Barale (edito da Sperling & Kupfer). A cosa si riferisce la showgirl? Alla menopausa. Il libro, infatti, è il racconto in prima persona della sua esperienza di menopausa precoce. «Quando mi sono accorta che parlando di menopausa in un programma televisivo le donne mi scrivevano del loro disagio come se avessi dato una notizia bomba ho capito che dovevo mettere a disposizione la mia esperienza personale. Il mio desiderio non era di scrivere per scrivere ma di aprire un varco nell’abbattere i pregiudizi. La menopausa, si stenta a crederlo, è ancora una parola tabù nella nostra società» ha spiegato in una intervista a Il fatto quotidiano.


Entrata in menopausa a 42 anni a causa di un forte stress (la perdita di una cara amica) Paola, pur ammettendo di aver vissuto il momento con uno choc iniziale, ha scelto di affrontare il tutto in maniera positiva, «Non ho mai voluto sopravvivere a quello che è un cambiamento importante della vita di una donna, ma viverlo appieno» ha sottolineato all’Adnkronos, «Non mi sento un’eroina, ma mi piace essere la portavoce di tante donne che vivono la mia stessa situazione».

La showgirl, non avrebbe mai creduto però di arrivare a portare la propria esperienza alla Camera dei Deputati, come è invece è accaduto lo scorso ottobre, in occasione della presentazione di una mozione di legge da parte dell’onorevole Martina Semenzato, che punta a sostenere le donne in questa fase della via e a sfatare i tabù e pregiudizi.

Tra i tanti miti sfatare sulla menopausa secondo la Barale, il primo è l’equazione «menopausa uguale a vecchiaia. La menopausa è solo una fase di cambiamento e di nuova consapevolezza. Una rinnovata bellezza che deve essere sostenuta con azioni concrete: esercizio fisico, alimentazione, autostima. Per chi lo desidera esiste il ricorso alla terapia ormonale». E non è vero neppure che non ci non ci si possa sentire desiderate e non si debba desiderare. «Io sono l’esempio vivente che non è così. Io desidero, sono desiderata e vi assicuro che è possibile e bello».

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