Sanihelp.it – Sebbene si immagini spesso il burnout come uno stato di esaurimento psicologico sul lavoro, è possibile avvertirne anche i segni fisici.
Nella sua definizione più semplice, il burnout è un esaurimento fisico, emotivo e mentale che deriva da un investimento prolungato in situazioni lavorative emotivamente esigenti.
Quando pensiamo a una persona in una situazione di burnout, immaginiamo un individuo stanco, sovraccarico, che vive per il lavoro ed è soggetto ad ansia, stress o depressione. Sebbene tutti questi sintomi siano esatti, a volte si omettono segni più visibili, ma meno associati al burnout, sui quali è invece opportuno restare vigili.
I segni fisici del burn-out
Tra i sintomi più comuni del burnout spicca la stanchezza. Questa può derivare da diversi disturbi del sonno, come l’insonnia, la difficoltà ad addormentarsi o a dormire in maniera continuativa, come spiegano gli psicologi. Poiché implica alti livelli di stress permanente, il burnout può manifestarsi fisicamente in diversi modi.
Le persone che soffrono di esaurimento professionale possono anche osservare un cambiamento nelle abitudini alimentari. Alcuni perdono l’appetito, mentre altri avvertono una fame maggiore e si rifugiano in quei cibi di conforto che tutti amiamo cercare quando abbiamo bisogno di qualcosa per sentirci meglio. Se non si presta attenzione all’alimentazione, si possono riscontrare variazioni di peso (aumento o perdita), visibili soprattutto dal modo in cui vestono gli abiti. Inoltre, tra i segnali ci sono:
- Mal di testa e nausea.
- Fiato corto.
- Mal di stomaco, gas, indigestioni e altri disturbi gastrointestinali.
- Crampi e disturbi muscolo-scheletrici, come lombalgie o cervicalgie (dolori alla schiena o al collo).
I sintomi meno noti
Al di là dei sintomi fisici classici, esistono altri segnali non sono direttamente associati al burnout. Ad esempio, se si ha l‘impressione di essere costantemente malati e di non resistere a nessun virus stagionale, la causa potrebbe essere l’esaurimento professionale. Uno studio del 2016 ha rivelato che lo stress può scatenare una reazione infiammatoria nell’organismo; l’infiammazione cronica può compromettere il sistema immunitario, rendendoci meno resistenti.
Sentirsi facilmente irritabili, frustrati o pessimisti, avere l’impressione di dimenticare le cose o perdere la motivazione possono essere sentimenti legati al burnout. Questi stati d’animo possono tradursi in:
- Perdita di produttività.
- Procrastinazione.
- Difficoltà a fissare e raggiungere obiettivi.
Come superare il burnout
Uscire dal burnout non è un processo immediato; richiede tempo, pazienza e, spesso, un cambiamento strutturale nel proprio stile di vita.
1. Riconoscere e accettare il problema
Il primo passo, spesso il più difficile, è ammettere a se stessi di essere in una condizione di esaurimento. Ignorare i segnali del corpo non fa che peggiorare la situazione. Parlarne con il proprio medico di base o con uno psicologo è essenziale per validare il proprio stato di salute.
2. Stabilire confini netti
È fondamentale imparare a dire di “no” e a delimitare chiaramente lo spazio lavorativo da quello privato.
- Disconnessione digitale: Evitare di controllare mail o messaggi di lavoro dopo l’orario stabilito.
- Pause regolari: Durante la giornata, concedersi brevi momenti di stacco totale per permettere al sistema nervoso di resettarsi.
3. Rivalutare le priorità e le aspettative
Spesso il burnout colpisce chi ha standard di perfezionismo molto elevati.
- Obiettivi realistici: Imparare a distinguere tra ciò che è “urgente” e ciò che è “importante”.
- Accettare i limiti: Comprendere che non è possibile (né necessario) avere il controllo su tutto.
4. Investire nella cura di sé
Il corpo ha bisogno di cure fisiche per riparare i danni dello stress cronico:
- Riposo di qualità: Dare priorità all’igiene del sonno.
- Attività fisica moderata: Anche una camminata quotidiana può abbassare i livelli di cortisolo.
- Alimentazione equilibrata: Ridurre caffeina e zuccheri che possono alimentare l’ansia.
5. Cercare supporto professionale
Il burnout può essere profondo e paralizzante. La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è particolarmente efficace per identificare i modelli di pensiero che portano al sovraccarico e per sviluppare nuove strategie di resilienza.
Nota bene: Se senti che la situazione è insostenibile, non esitare a consultare un professionista. Il burnout non è una mancanza di volontà, ma una risposta fisiologica e psicologica a uno stress eccessivo.



