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Discussione: Scuola di Naturopatia

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    La filosofia della Naturopatia prende in considerazione l'intera persona e il modo in cui interagisce con il suo ambiente: collegamento tra corpo, mente e spirito.

    I principi della naturopatia sono le leggi della natura per le quali un insieme è formato da parti tra loro dipendenti.
    La terra, infatti, è formata di vari sistemi come aria, terra, acqua, piante e animali in perenne collegamento e fra loro: perché la vita si mantenga, non ci può essere divisione, dal momento che ciò che accade a uno influisce anche sugli altri.

    Stesse regole per un individuo considerato come un insieme formato da parti fra loro dipendenti: la parte fisica, mentale emotiva e spirituale..se una parte non funziona o funziona male, influirà su tutte le altre generando la malattia.

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    Purtroppo, con l'affermarsi della visione meccanicistica del mondo e grazie all'avvento della moderna chimica, ogni sforzo è stato indirizzato per manipolare l'ambiente, le piante, gli animali e adesso anche l'uomo.

    Oggi siamo convinti di poter cambiare anche le leggi della natura (Ogm e clonazione sono alcuni esempi), la salute è divenuta solo la mancanza di malattia e anche i medici più che curare gli ammalati sembrano interessati unicamente al sintomo della malattia, non al paziente.

    La medicina "scientifica" (allopatica) si è specializzata a tal punto di dividere le conoscenze in modo unicamente settoriale, riducendo sempre più il paziente ad una somma di funzioni e organi, a scapito della visione globale dell'uomo, disumanizzando la stessa professione medica.

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    Ai naturopati è affidato il compito di avvicinare l'uomo a una visione globale, ovvero olistica, di noi stessi, della natura e a considerare la medicina come una disciplina specializzata nell'ambito del più ampio campo dell'ecologia umana.

    La storia
    Le radici filosofiche della naturopatia risalgono alla scuola di medicina di Ippocrate (400 a.C.) e al "vitalismo" di Bordeu e di Barthez (fine18°secolo).

    Gli ambiti
    Il naturopata è una figura ben distinta e complementare a quella del medico, studia le alterazioni anatomo-patologiche della natura umana in senso energetico e non clinico.

    Status
    La naturopatia è presente in tutto il mondo occidentale, dove ha istituito propri organismi amministrativi e proprie scuole di formazione.

    Fonte lifegate.it

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    Ambiti della naturopatia

    Il naturopata è una figura ben distinta e complementare a quella del medico, studia le alterazioni anatomo-patologiche della natura umana in senso energetico e non clinico.

    Come ben precisa Fabrizio Minisini, Presidente Commissione Etica e Deontologica Professionale U.NA - Unione Naturopati), "lo scopo principale della naturopatia è quello di cercare di normalizzare con metodi non invasivi gli equilibri spesso alterati per cause diverse quali l'inquinamento ambientale, lo stress, le intossicazioni anche di tipo alimentare, le cattive abitudini di vita che i ritmi ossessivi della nostra società ci impongono".

    Bisogna precisare il ruolo del naturopata.
    Frequentemente, si scambia per naturopatia tutto ciò che in qualsiasi modo, è attinente alla natura, e per naturopata colui che ha a che fare con queste attinenze.

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    Un erborista, ad esempio, non può essere considerato un naturopata solo perché conosce e propone l'uso di erbe, prodotto della natura.

    L'erborista, se vuole essere un naturopata non può lasciare il suo interesse confinato allo studio delle erbe, come l'omeopata ai rimedi omeopatici, il massaggiatore ai tocchi e alle manipolazioni del corpo, ma dovrà interessarsi della natura nel senso più completo.

    Per Ida Ferrari, Presidente Nazionale dell'unica associazione indipendente di naturopati professionisti - U.Na, il naturopata opera esclusivamente attraverso:

    • lo sviluppo delle potenzialità individuali di prevenzione l'informazione e l'educazione alla gestione e al rafforzamento delle proprie risorse fisiche, psichiche e emozionali.

    • l'individuazione del terreno costituzionale dell'individuo per mezzo dell'osservazione sistematica delle manifestazioni psicofisiche, delle predisposizioni agli squilibri bionergetici, nonché la valutazione della sintomatologia relativa a squilibri che sono già instaurati.

    • il riequilibrio degli eventuali squilibri energetici, attraverso trattamenti non invasivi mirati a stimolare le potenzialità di autoguarigione dell'organismo umano.

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    Sono oggetto di studio e d'intervento dei naturopati anche tutti quegli accumuli degli effetti di un' alterazione non specificamente individuabile dal punto di vista chimico e medico, che la medicina "scientifica" non considera vere e proprie malattie, perché considerati disturbi senza patologie, ma che l'Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce , definendoli "Cumulation Effects of Subclinical Everything".
    Ultima modifica di pippofranco; 20/12/2011 alle 15:44

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    Status del naturopata, in Europa (2003)

    La naturopatia è presente in tutto il mondo occidentale, dove ha istituito propri organismi amministrativi e proprie scuole di formazione.

    Regno Unito

    L'esercizio della professione di naturopata è tutelato e garantito dalle associazioni professionali: la British Naturopathic and Osteophatic Association (BNOA) e la Incorporated Society of Registered Naturopaths (ISRN).
    Ai naturopati è consentito firmare i certificati di malattia o di inabilità al lavoro, che il Ministero della Sanità inglese, riconosce alla stregua di quelli rilasciati dai medici.

    Paesi Bassi

    Nel novembre 1993 è stata adottata una Legge relativa alle professioni del settore delle cure mediche individuali. In linea di principio essa autorizza chiunque ad esercitare la prassi medica.
    La legge enumera tuttavia gli atti riservati e cioè che possono essere praticati solamente da terapeuti autorizzati.

    Germania
    La libertà di cura esiste dal 1873 e la professione di Heilpraktiker (medico pratico) è riconosciuta dal 1939; non è richiesta una formazione specifica ma il superamento di un esame, un periodo di praticantato e l' iscrizione ad un Registro professionale.

    Danimarca e Svezia
    Medici e non medici possono esercitare le medicine non convenzionali entro certi limiti fissati dalla legge (L. del 14 maggi 1970 e L. n° 409 del 1960).

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    In Italia

    la Costituzione recita: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della comunità. Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge" (Art. 32)
    e lascia intendere che ogni cittadino abbia la possibilità di curarsi in vari modi.

    Di fatto, però, lo Stato attualmente si fa garante solo di una sola forma di medicina e non offre tutela a chi sceglie di seguire strade diverse.
    La nostra legislazione non prevede infatti, per il momento, alcuna regolamentazione per il settore delle cosiddette "medicine non convenzionali".

    Tuttavia il Naturopata può esercitare liberamente la professione, se le persone che gli si rivolgono sono informate di non trovarsi in presenza di un medico e che quindi le valutazioni espresse e gli eventuali consigli non avvengono in questo contesto.

    Inoltre, ricorda Rudy Lanza, fondatore della prima scuola di naturopatia in Italia, "il 15 ottobre 2002 è stata approvata in Piemonte la prima legge italiana che riconosce e regolamenta la pratica, nell'ambito regionale, della naturopatia e delle altre terapie non convenzionali, da parte di medici e non medici.

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    Iter formativo

    Corso quadriennale che prevede, presso Scuole di Formazione private, lo studio integrato e comparato di tutte le materie naturopatiche oltre a quelle di antiche tradizioni di "cura", come ad esempio la Medicina Tradizionale Cinese e l'Ayurveda.

    Vengono studiate anche discipline la cui origine è più recente, come ad esempio l'Iridologia e la Geobiologia e delle materie che spiegano la struttura e il funzionamento del corpo (anatomia e fisiologia) secondo la medicina "ufficiale".

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    Arrow Consigli

    Verificare la serietà, l'esperienza della scuola e il piano di studi, ma anche il numero degli iscritti, che è inversamente proporzionale all'effettiva possibilità di apprendimento e approfondimento.

    Se si esclude l'esperienza piemontese, ricordatevi che il diploma di naturopata, in Italia, non ha ancora alcun valore legale.
    Ultima modifica di pippofranco; 20/12/2011 alle 15:44

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    Verso la regolamentazione della Naturopatia

    (Pubblicato il 11-12-2002)

    Evoluzione per il riconoscimento ufficiale della Naturopatia in Italia.

    1984/85: i Verdi iniziano a parlare per primi di Tecniche di medicina non convenzionale. Tale iniziativa incontra moltissime opposizioni, le stesse che si manifestarono anche in sede del Parlamento europeo.

    1986: nasce la prima Scuola di Naturopatia in Italia, a opera del dottor Rudy Lanza.

    1991: il dottor Lanza inizia uno studio con il CNEL, Comitato Nazionale dell'Economia e del Lavoro, che prevede una commissione per monitorare le professioni emergenti interloquendo con il Parlamento per le possibili proposte di legge in quel contesto.
    Con il CNEL vengono effettuate diverse riunioni a Roma, per valutare le competenze di questi professionisti, fra cui anche quelli rappresentati dalla figura del Naturopata.
    Si crea una commissione di studio, per la valutazione dei profili legati alla figura del Naturopata.

    1997
    : il progetto Lannoye viene votato e per questo progetto metteva in evidenza la validità delle medicine non convenzionali e il fatto che, per questo, dovevano essere configurate attraverso uno statuto giuridico.
    La responsabilità di questa regolamentazione viene attribuita ai singoli stati, che avrebbero dovuto decidere, in modo però sinergico gli uni con gli altri, in che modo ufficializzare le Tecniche di medicina non convenzionale.

  13. Registrato da
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    1993: l'onorevole Galletti è il primo a portare in Parlamento una proposta di legge per la questione delle Medicine non convenzionali.
    All'inizio la proposta sembra voler conferire solo ai medici la possibilità di esercitare le Terapie non convenzionali.

    A questo punto, il gruppo di Naturopati e Scuole di Naturopatia cercano di creare una unità di intenti, per far presente anche l'esistenza di numerose tecniche (non solo la Naturopatia, ma anche lo shiatsu, chiropratica, osteopatia, ecc.) che non sarebbero state del tutto legittimo mettere nelle mani dei soli operatori medici.

    L'onorevole Galletti unisce le due proposte: quella riservata ai medici e quella per operatori non medici, per procedere così alla loro regolamentazione.
    Purtroppo non si riesce ad arrivare a votare per la proposta prima della fine di quella legislatura.
    Da allora non si sono fatti passi avanti in questo contesto.

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    1999: viene redatta una prima bozza (che agli Atti verrà segnata come proposta di legge n. 73), seguita da successive bozze, definite da altre realtà, come quella, per esempio, dei medici, convocati per collaborare a questa proposta.
    Lavorando insieme, in questi ultimi tre anni, si sono assemblate diverse proposte in questa ultima che ora, il 15 ottobre 2002 è stata definitivamente approvata.

    Questa legge non solo chiarifica la situazione degli operatori non medici, ma anche quella dei medici, visto che, dal punto di vista giuridico in Italia, un medico che si occupa di Medicina non convenzionale non è ancora regolarizzato.

    Infatti, è ancora vietata l'applicazione di tutte quelle terapie non convenzionali che non vengono insegnate alla Facoltà di Medicina. Sebbene queste terapie vengano ormai largamente proposte dai medici, in caso di danno al paziente, le sentenze della Magistratura danno però torto ai medici che le applicano, al posto di utilizzare un presidio scientifico convenzionale.

  15. Registrato da
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    La medicina non convenzionale, infatti, non è ancora equiparata alla medicina convenzionale, per cui anche i medici si trovavano nella situazione di necessitare tale chiarimento, oggi finalmente ottenuto nella Regione Piemonte.
    Con la legge Angeleri Suino (legge regionale 24.10.02 n. 25) si è infine arrivati al primo riconoscimento delle Tecniche di medicina non convenzionale per il personale medico e per quello non medico.

    Arrivati a questo punto i prossimi passi da effettuare nella Regione Piemonte saranno quelli di determinare con chiarezza l'iter formativo che una scuola di Naturopatia dovrà offrire per preparare degli operatori competenti e accreditati.

    In contemporanea si sono portati avanti progetti analoghi nelle regioni Liguria, Lombardia e Veneto, per promuovere progetti regionali, che mirino alla regolamentazione delle Discipline non convenzionali.
    Ultima modifica di pippofranco; 20/12/2011 alle 15:44

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    Pollice in su Approvata la legge regionale su pratiche bionaturali e centri benessere

    Questa mattina, 12 febbraio 2008, l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato il progetto di legge sull’ “Esercizio di pratiche ed attività bionaturali ed esercizio delle attività dei centri benessere”.

    Divisa in due titoli (il primo definisce le pratiche mentre il secondo disciplina le attività dei centri benessere) e in 14 articoli, approvata dopo un lungo lavoro in commissione la legge è stata proposta dalla capogruppo dei Verdi in Regione Daniela Guerra per dare dignità agli operatori e maggiore sicurezza ai consumatori.
    Ultima modifica di pippofranco; 20/12/2011 alle 15:45

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    Citazione Originariamente Scritto da anna1401 Visualizza Messaggio
    Questa mattina, 12 febbraio 2008, l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato il progetto di legge sull’ “Esercizio di pratiche ed attività bionaturali ed esercizio delle attività dei centri benessere”.
    Anche la Regione Toscana ha approvato nel 2005 la legge sulle discipline bio-naturali del benessere e siamo ancora in attesa del regolamento che indichi quali siano le discipline riconosciute. Dovrebbe completare l'iter entro un paio di mesi (dicono loro) ma forse ci vorrà la fine dell'anno.

  18. Registrato da
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    continua

    Nel frattempo, purtroppo, l'11 aprile 2008 la Corte Costituzionale ha nuovamente dichiarato incostituzionale la legge della Regione Piemonte in quanto eccederebbe i limiti della potestà regionale.

    Infatti secondo la Corte "ai sensi dell’art. 117, terzo comma, Cost, la potestà legislativa regionale nella materia concorrente delle professioni deve rispettare il principio secondo cui l’individuazione delle figure professionali, con i relativi profili e titoli abilitanti, è riservata, per il suo carattere necessariamente unitario, allo Stato, rientrando nella competenza delle Regioni la disciplina di quegli aspetti che presentano uno specifico collegamento con la realtà regionale.

    Tale principio, al di là della particolare attuazione ad opera dei singoli precetti normativi, si configura quale limite di ordine generale, invalicabile dalla legge regionale.
    Da ciò deriva che non è nei poteri delle Regioni dar vita a nuove figure professionali non rilevando, a tal fine, che esse rientrino o meno nell’ambito sanitario."

    Non ci resta che aspettare i nuovi sviluppi auspicandoci che si possa presto arrivare ad un riconoscimento anche e soprattutto nell'interesse degli utenti.
    Ultima modifica di anna1401; 08/05/2008 alle 18:47

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    Grazie arev per l'aggiornamento

    Aggiungo anche questo comunicato dell' Istituto Riza di Medicina Psicosomatica (Milano)

    E' pronta la domanda d'iscrizione alla FINR per il 2008.

    Vista la relativa novità di questa figura professionale non-medica e la mancanza di una definizione chiara del suo ambito operativo, l’Istituto ha ritenuto opportuno creare una Federazione che riunisca i Naturopati diplomati e in formazione presso la Scuola, delinearne il profilo stilando un “Mansionario del Naturopata” nonché un “Codice Deontologico” della Scuola di Naturopatia, un "profilo del naturopata" e un "consenso informato" da far leggere e firmare dai clienti (che potete scaricare in formato PDF in questa pagina)
    Ultima modifica di pippofranco; 20/12/2011 alle 15:45

  20. Registrato da
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    Definizione di Naturopatia

    La Naturopatia, studia l’armonizzazione naturale delle funzioni corporee della persona, in senso olistico-energetico e non clinico.

    E’ la sintesi di molteplici metodologie naturali, tra le quali l’alimentazione naturale, l’utilizzo domestico non farmacologico di prodotti ed integratori alimentari a fini salutistici non terapeutici , tecniche di riflesso-stimolazione, indagini semplici, non cliniche ne invasive.

    In naturopatia è esclusa qualsiasi diagnosi nosologica e qualsiasi terapia farmacologia e non, che sia direttamente rivolta al trattamento di malattie specifiche che di diritto sono prerogativa dei Laureati in Medicina e Chirurga, in Odontoiatria e Medicina Veterinaria e dei Laureati in Chiropratica e in Osteopatia.

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    Il Naturopata

    L’ operatore professionista dell’area naturopatica svolge con autonomia professionale nei confronti del soggetto sano, attività diretta alla prevenzione primaria, all’educazione nell’ambito degli stili di vita, dell’alimentazione naturale e dell’igiene, degli impatti ambientali e delle sostanze nocive per la salute, partendo da una valutazione costituzionale e di terreno del soggetto, attraverso la kinesiologia applicata, l’iridologia e apparecchiature di bio-elettronica, operando con metodiche manuali riflesso-stimolanti, bio-energetiche, di respirazione.

    Inoltre è consentita l’indicazione di integratori vegetali e di prodotti salutistici destinati a favorire le funzioni fisiologiche dell’organismo esclusivamente in riferimento all’analisi costituzionale-terreno della persona, tutto finalizzato all’attivazione e allo stimolo delle capacità di riequilibrio dell’individuo mediante l’armonizzazione delle funzioni vitali.

    E’ espressamente proibita qualsiasi forma di manipolazione Chiropratica e Osteopatica .
    E’ espressamente proibita la prescrizione di farmaci e di tutti i prodotti per i quali la legislazione prevede l’obbligo della ricettazione medica.

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