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Orzaiolo


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Categoria: Malattie oculistiche
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Che cos'è - Orzaiolo

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Infiammazione dolorosa della palpebra

Infiammazione purulenta della palpebra causata da un’infezione del follicolo delle ciglia e delle ghiandole sebacee circostanti provocata di solito da stafilococchi. Si parla di orzaiolo esterno quando è interessata la ghiandola di Zeiss mentre nel caso in cui venga coinvolta la ghiandola del Meibomio, la cui funzione è quella di secernere lo strato lipidico che rappresenta lo strato più esterno del film lacrimale, siamo in presenza di un orzaiolo interno che si forma all’interno del bordo interno della palpebra.

Uno dei fattori più predisponenti è la scarsa igiene personale, la pelle poco pulita è infatti più sensibile alle infezioni batteriche, soprattutto a quelle degli stafilococchi responsabili dell’orzaiolo. A contatto con l’occhio i batteri penetrano nei follicoli creando infezione e infiammazione.

Di solito l’orzaiolo regredisce spontaneamente entro 5-6 giorni e questo processo può essere favorito da impacchi caldi e antibiotici per uso locale.


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Prevenzione - Orzaiolo

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Per evitare il contagio è importante l'igiene personale

Si tratta di un’infezione molto contagiosa che può diffondersi facilmente toccando l’occhio con le mani sporche. Per questo è bene accertarsi di avere sempre le mani pulite prima di toccarsi il viso e avere cura di seguire una prassi di normale pulizia per gli occhi, rimuovendo gli eccessi di sebo dalle ciglia.

Dal momento che lo stafilococco responsabile dell’infezione dimora abitualmente all’interno del naso è frequente che la malattia si presenti accompagnata da raffreddore, in questo caso occorre prestare grande attenzione anche ai fazzoletti che si usano avendo cura di mantenerli per quanto possibile lontano dagli occhi.

Vista la facilità del contagio è buona norma anche evitare di condividere oggetti per la cura dell’igiene personale, come asciugamani, trucchi, etc …


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Sintomi - Orzaiolo

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Arrossamento e fastidio i sintomi comuni

La malattia si presenta come un rigonfiamento doloroso della palpebra, con arrossamento ed edema localizzato. Spesso si  manifesta un dolore interno alla pressione o fastidio come se ci fosse un corpo estraneo nell'occhio, nei casi più gravi si può avere un'alterazione della temperatura corporea.

Una forte sensibilità alla luce e l’aumento della lacrimazione fanno parte dei sintomi.Si tratta di una malattia estremamente contagiosa in quanto è sufficiente il contatto con gli occhi per permettere allo stafilococco di diffondersi.

Benché si tratti di un’infezione, normalmente regredisce spontaneamente in pochi giorni anche se in alcuni pazienti particolarmente sensibili la malattia può protrarsi più a lungo. A causa della localizzazione, l’orzaiolo potrebbe creare un ostacolo alla visione impedendo la corretta e completa apertura dell’occhio.

Nei casi più gravi e non trattati correttamente l’orzaiolo può trasformarsi in calazio, un’alterazione infiammatoria della palpebra causata dall’ostruzione di una ghiandola sebacea che si presenta quasi sempre con edema palpebrale ed eritema ed evolve in un nodulo. Si può svuotare spontaneamente, ma per lo più permane come nodulo cronico visibile o percepibile al tocco palpebrale.


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Diagnosi - Orzaiolo

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Un esame esterno dell'occhio è sufficiente per la diagnosi

La diagnosi si basa quasi sempre sull’esame esterno dell’occhio condotto dallo specialista durante una visita oculistica. Il medico verificherà la presenza dei sintomi tipici dell’orzaiolo come il rigonfiamento della palpebra, la sensazione di corpo estraneo nell’occhio e la sensibilità alla luce e la forte lacrimazione.

Una volta accertati i sintomi si procederà poi alla diagnosi differenziale per escludere di essere in presenza di patologie come lo xantelasma, il papilloma o una cisti (come ad esempio il calazio).


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Cura e Terapia - Orzaiolo

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La guarigione di solito è spontanea

Nella maggior parte dei casi l’orzaiolo si risolve da solo nel giro di qualche giorno, è consigliabile dunque non cercare di strizzarlo al fine di evitare il propagarsi dell’infezione. È possibile facilitare il processo di guarigione applicando impacchi caldi a base di camomilla o soluzione fisiologica da tenere sull’occhio almeno 5 minuti, ripetendo il trattamento 3 o 4 volte al giorno il calore favorisce il processo di spontanea eliminazione del pus.

In caso di frequenti recidive, il medico può prescrivere l’applicazione di pomate antibiotiche per uso oftalmico.

In presenza di un orzaiolo persistente che non dia cenno di regredire, il medico può anche procedere all’incisione tramite un ago per favorire la fuoriuscita del pus e la guarigione.


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Glossario per Orzaiolo - Enciclopedia medica Sanihelp.it

 - Ghiandole del meibomio
 - Stafilococco
 - Lacrima
 - Palpebra
 - Occhio
 - Oculistica
 - Igiene personale e dell’ambiente
 - Contagio

Tag cloud - Riepilogo dei sintomi più frequenti

lesioni della cute manifestazioni a carico della cute gonfiore dolore agli occhi lesioni delle palpebra lesioni della pelle manifestazioni a carico della pelle tumefazione alterazioni del viso

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
L’occhio, le sue malattie e le sue cure Sergio Belloni, Christophe Buratto, Dario De Marco, Massimo

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Autore: Redazione - Sanihelp.it
Data ultima modifica: 08-05-2018

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