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Cura l'impotenza e salvi la natura

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Pubblicato il: 27-10-2004

I farmaci per aumentare la potenza sessuale e curare la disfunzione erettile stanno ormai prendendo il posto dei prodotti naturali a base di ingredienti animali. Le foche ringraziano.

Sanihelp.it - Nel mondo, oggi, gli uomini che utilizzano farmaci per aumentare la potenza sessuale o per curare la disfunzione erettile sono 23 milioni.
Un bel numero, non c’è che dire.
Ma allora, viene da chiedersi, prima dell’arrivo di questi medicinali, come facevano tutti?

Non esistono dati precisi, ma è certo che molti si rivolgevano alla medicina tradizionale cinese (TCM) e ai suoi rimedi naturali.
Rimedi che, per essere precisi, si servono di ingredienti quantomeno stravaganti come cetrioli di mare, ippocampi, cervi, gechi, pesci ago, peni di foca, velluto del palco di renna.

Si tratta di cure di efficacia non scientificamente dimostrata, che molti consumatori stanno abbandonando in favore di prodotti della medicina occidentale.
Questo almeno è quanto è emerso da uno studio condotto su farmacisti di TCM delle tre principali regioni di Hong Kong nel 2002: a 5 anni dal lancio delle prime pillole stimolanti, le vendite di prodotti derivati da animali sono progressivamente diminuite.

Anche un secondo studio, condotto a Roma nel 2004, ha dimostrato come i 256 uomini intervistati, in passato fruitori di prodotti della medicina tradizionale cinese, stessero passando selettivamente alle medicine occidentali per il trattamento della disfunzione erettile (ma non per la cura di altre patologie come artrite o gotta).

«I dati delle due indagini sono coerenti con l'ipotesi che gli utilizzatori dei prodotti della TCM, passando all'assunzione di nuovi farmaci per la cura della disfunzione erettile, stiano apportando un vantaggio per la tutela di alcune specie», ha dichiarato l’autore degli studi, Frank von Hippel dell’Università di Anchorage in Alaska.

«Tuttavia», ha aggiunto, «sono necessarie strategie di salvaguardia più ampie. Gruppi di tutela come WWF, TRAFFIC e Project Seahorse vanno incoraggiati per accelerare il cambiamento della TCM verso un’etica di protezione delle specie a rischio di estinzione».

Ma i problemi non finiscono qui: l’utilizzo di organi nella TMC non è l’unico pericolo per le specie in via di estinzione.
Il volume del traffico internazionale di animali, piante e loro derivati è, ogni anno, di 350 milioni di esemplari, tra cui 5 milioni di uccelli, 37 mila scimmie, decine di migliaia di rettili, 12 milioni di orchidee e 11 milioni di cactus.
Chi sono allora i veri animali?


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Redazione Sanihelp.it

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