Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Un Convegno nazionale a Napoli

Prostata: il valore della dieta mediterranea

di
Pubblicato il: 17-12-2013

Le nuove terapie diminuiscono i decessi ma la prevenzione resta l'arma principale. La dieta mediterranea è un alleato fondamentale, minori i casi di tumore alla prostata al Sud.

Prostata: il valore della dieta mediterranea © Photos.com Sanihelp.it - Una dieta ricca di grassi saturi, fritti e carne rossa aumenta la probabilità di sviluppare il tumore alla prostata. Un dato evidenziato anche dalla distribuzione dei casi in Italia: le Regioni del Nord sono le più colpite mentre il Meridione, patria della dieta mediterranea, è la zona in cui si registra la minore incidenza. La Campania occupa il penultimo posto, seguita soltanto dalla Basilicata, con tassi inferiori di un terzo rispetto al Piemonte e all’Umbria.
 
Il tumore alla prostata è la neoplasia più diffusa tra gli uomini e registra 36.000 nuove diagnosi nel 2013. Assicurare alla propria dieta ortaggi gialli e verdi, olio d’oliva e frutta può essere di aiuto per allontanare il rischio di contrarre il tumore. Un tumore che fa sempre meno paura: nell’ultimo decennio la mortalità è diminuita del 10%. Merito anche delle innovative terapie ora disponibili, che consentono un aumento della sopravvivenza e una migliore qualità di vita dei malati. «Nuovi farmaci ormonali (abiraterone, enzalutamide) e chemioterapici come il cabazitaxel sono messi a disposizione dalla ricerca scientifica. Occorre individuare per il singolo paziente la migliore strategia terapeutica e impiego sequenziale delle molecole oggi disponibili. È questa oggi la prospettiva per le persone con cancro avanzato. Il nostro obiettivo, quindi, è curare allungando la sopravvivenza ma, allo stesso tempo, migliorare anche la qualità di vita dei malati», spiega il professore Carmine Pinto, Presidente eletto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e Direttore dell’Unità Operativa di Oncologia Medica del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna, durante il Convegno Nazionale Personalizzazione e strategia di trattamento nel carcinoma della prostata, che si è svolto a Napoli.
 
Due farmaci già disponibili in Italia sono il cabazitaxel, sperimentato nel 2011 nel nostro Paese in 25 centri, nell’ambito di un ampio studio internazionale e l’abiraterone acetato. «Nel 2012 il primo ha ricevuto il via libera dell’AIFA ed è ora a disposizione di tutte le Regioni, il secondo è arrivato ad aprile 2013. A breve potremo utilizzarne un terzo, l’enzalutamide, approvato ad agosto di quest’anno dall’EMA», aggiungono Sergio Bracarda, Direttore dell’Oncologia Medica dell’Ospedale S. Donato di Arezzo e Orazio Caffo, Oncologo presso l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa AIOM

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti