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Salute

La Processionaria nel cane e nel gatto

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Pubblicato il: 15-04-2014

Dal mese di marzo e per tutta l'estate arriva il pericolo processionaria. Ecco qualche consiglio su come riconoscere questo lepidottero estremamente urticante nella sua fase larvale.

La Processionaria nel cane e nel gatto © Web Sanihelp.it - Con l’arrivo della bella stagione ritornano tanti animaletti e insetti a popolare fiori e piante. In particolare il pino (Pinus Nigra e Pinus Silvestris), le querce a foglia caduca (Quercus robur e Quercus peduncolata) e occasionalmente anche i larici, i cedri, i noccioli, i castagni, i faggi, i carpini e le betulle sono soggetti all’infestamento da processionaria.

Si tratta di un insetto dell’ordine dei lepidotteri appartenente alla famiglia Notodontidae. Deve il suon nome alla tipica abitudine di muoversi sul terreno in fila, formando una sorta di processione.

Nell’uomo e negli animali a sangue caldo le setole o i loro frammenti che penetrano nella cute provocano un eritema papuloso e fortemente pruriginoso, che può scomparire dopo qualche giorno.

Casi più gravi si hanno quando i peli, o frammenti di essi, giungono a contatto con l'occhio, la mucosa nasale, la bocca o peggio, quando penetrano nelle vie respiratorie e digestive.

Per il cane questo insetto è molto pericoloso in quanto loro, annusando il terreno, possono inavvertitamente ingerire i peli urticanti che ricoprono il corpo dell’insetto.

Un animale colpito da processionaria presenta come primo sintomo una salivazione molto intensa e improvvisa, provocata dal violento processo infiammatorio principalmente a carico della bocca ed, in forma meno grave, dell’esofago e dello stomaco.

Solitamente il fenomeno non accenna a regredire ma con il passare dei minuti, la lingua subisce un ingrossamento patologico provocato dall’infiammazione acuta.

Talvolta la lingua raggiunge dimensioni considerevoli e questo può portare alla morte dell’animale per soffocamento.Quando i peli urticanti entrano in contatto con la lingua, causano una distruzione del tessuto cellulare che, nei casi più gravi, può provocare processi di necrosi con conseguente perdita di porzioni di lingua.

Altri sintomi rilevanti sono: indebolimento, perdita di vivacità, febbre alta, rifiuto del cibo, vomito e diarrea a volte anche emorragica.

Il primo soccorso in questi casi è l’allontanamento della sostanza irritante dal cavo orale effettuando un abbondante lavaggio della bocca con soluzione di acqua e bicarbonato.

Se l'animale non facilita la manovra perché soffre e ha dolore, occorre fare uso di una siringa senz’ago per poter spruzzare ripetutamente la soluzione di lavaggio del cavo orale.

Successivamente bisogna recarsi al più presto in una clinica veterinaria che interverrà con cure appropriate a seconda della gravità del caso e cercherà di scongiurare l’insorgere di eventuali processi di necrosi della lingua.

Bisogna quindi fare molta attenzione a questo piccolo insetto e fare in modo che non sia mai avvicinato né dall’uomo né dai nostri amici a 4 zampe.

 
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Salute del cane e del gatto

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