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Tumori al femminile

Carcinoma ovarico, una campagna per conoscerlo meglio

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Pubblicato il: 16-09-2014

Una campagna a colpi di selfie, famosi e non, per sensibilizzare la cittadinanza sul tumore ovarico, il quinto tumore più comune nelle donne in Italia.

Carcinoma ovarico, una campagna per conoscerlo meglio © Thinstock Sanihelp.it - È partita da Milano la campagna Scatti d'energia -Insieme contro il tumore ovarico, promossa da ACTO onlus – Alleanza contro il Tumore Ovarico con il sostegno di Roche. La campagna punta a informare e sensibilizzare i cittadini sul tumore ovarico, il quinto tumore più comune nelle donne nel nostro Paese.

ACTO onlus ha coinvolto dieci personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport e della cultura, che si sono fatti fotografare con un cartello recante un messaggio per sensibilizzare e informare le donne sulla patologia. Tutti i cittadini però sono invitati a scattarsi un selfie e - accompagnandolo con un messaggio - postarlo sulla pagina Facebook della campagna Scatti d’energia.Il tumore ovarico è il tumore ginecologico più letale e in Italia è in rapida crescita: nel 2012 sono stati diagnosticati 4.900 casi che, secondo il Registro Tumori, saliranno a 5.400 nel 2020 e a 5.900 nel 2030.

Il carcinoma ovarico è dovuto a una crescita e a una divisione incontrollata delle cellule dell’ovaio, un fenomeno le cui cause non sono ancora note. I fattori di rischio che possono aumentare la possibilità di insorgenza del carcinoma sono: l'età (colpisce in maggioranza donne di età superiore ai 55 anni e dopo la menopausa); il non aver avuto figli o non aver mai assunto la pillola anticoncezionale, aver avuto le prime mestruazioni in età precoce o aver iniziato la menopausa in età più avanzata. Sono inoltre più a rischio le donne che hanno due o più familiari affetti da tumore dell’ovaio, della mammella, del colon o dell’utero e quelle che hanno sofferto di endometriosi. Giocano poi un ruolo chiave l’obesità, il fumo, l’assenza di esercizio fisico.Il carcinoma ovarico non si manifesta con sintomi specifici e nel 75% dei casi viene diagnosticato quando è già in stadio. Gli esperti ritengono però che la frequenza e la combinazione di alcuni sintomi potrebbero rappresentare i primi segnali di allarme: se compaiono per la prima volta e in maniera costante ogni giorno per più di 12-15 giorni al mese e per più di due o tre mesi consecutivi, è consigliabile rivolgersi al medico.

I sintomi più comuni sono: gonfiore addominale persistente, necessità di urinare spesso, fitte addominali. Possono poi esservi, seppur con minori frequenza: inappetenza, senso di immediata sazietà, perdite ematiche vaginali, variazione delle abitudini intestinali.In genere, le donne con tumore ovarico vengono sottoposte a un intervento chirurgico nel tentativo di rimuovere il carcinoma. In seguito, si può ricorrere a chemioterapia per diminuire le possibilità di recidiva del tumore, ridurre i sintomi e migliorare la qualità di vita delle pazienti. Il trattamento farmacologico standard a base di paclitaxel e carboplatino è a tutt’oggi la combinazione terapeutica migliore. 

Come molte forme di cancro, il carcinoma ovarico crea la propria rete di vasi sanguigni per meglio fornire al tumore le sostanze nutritive e l’ossigeno di cui ha bisogno per crescere e diffondersi. Questo fenomeno è noto come angiogenesi.

Le terapie anti-angiogeniche aiutano ad arrestare la formazione di nuovi vasi sanguigni, privando in tal modo il cancro delle sostanze nutritive e dell’ossigeno di cui ha bisogno per crescere. Queste terapie rappresentano una nuova opportunità di trattamento del carcinoma ovarico.
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
ACTO onlus

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