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Bambini al Pronto soccorso: come viene trattato il dolore?

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Pubblicato il: 10-02-2016
Bambini al Pronto soccorso: come viene trattato il dolore? © Thinkstock

Sanihelp.it - I genitori dei bambini con dolore che accedono ai Pronto soccorso italiani, nel 95% dei casi, sono abbastanza o molto soddisfatti di come il dolore dei figli sia gestito da medici e infermieri.

I piccoli, in genere, lasciano la struttura senza o con meno dolore (77%), solo il 23% viene dimesso lamentando la stessa sofferenza provata all’accesso. Uno scenario positivo quello delineato dall’indagine Piper Weekend.

Permangono, tuttavia, margini di miglioramento per un’assistenza analgesica davvero a misura di bambino. Solo in 1 caso su 4, infatti, si procede alla misurazione dell’intensità dolorosa e, in meno della metà dei casi (47%), viene somministrato un antidolorifico. Promossa dal Gruppo Piper (Pain in Pediatric Emergency Room), che riunisce esponenti di 29 Pronto soccorso italiani, la survey ha avuto il patrocinio di Ministero della Salute, Federazione Italiana Aziende Sanitarie Ospedaliere (FIASO), Associazione Ospedali Pediatrici Italiani (AOPI) e il contributo di Angelini.

II gruppo ha anche annunciato la prossima pubblicazione di nuove raccomandazioni rivolte agli operatori dei Pronto soccorso, per supportarli nella gestione delle diverse forme di sofferenza pediatrica. Riguardano tipologie di dolore o molto frequenti (il dolore da trauma e addominale) o particolarmente complesse (il dolore da anemia falciforme e nel bambino disabile). La fondamentale linea d’indirizzo è che il dolore vada sempre considerato, misurato e trattato.

Nella percezione dei genitori, il personale dei Pronto soccorso si è mostrato molto (57%) o abbastanza (38%) attento al dolore dei piccoli malati. Meno frequente la misurazione dell’intensità dolorosa, praticata in circa il 25% dei casi (in misura maggiore al Sud, 39%). L’indagine mostra che al Sud il medico ha un ruolo centrale come unico referente, mentre al Nord prevale il lavoro di team fra medici e infermieri. Poco meno della metà dei bambini ha ricevuto un trattamento antidolorifico e, di questi, il 50% in meno di 20 minuti. 

Nelle strutture che, al momento della survey, avevano già implementato delle raccomandazioni, è emersa più attenzione da parte del personale verso il dolore del bambino, maggiore propensione a misurarlo e trattarlo e, quindi, una miglior qualità della presa in carico del problema.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Piper e Angelini

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