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I dati risultano in aumento

Carie nei bambini: troppi zuccheri, poca igiene orale

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Pubblicato il: 22-11-2016

I problemi dentali possono causare persino difficoltà nell'apprendimento. Una maggiore attenzione verso l'igiene orale da parte dei genitori può ridurre i rischi.

Carie nei bambini: troppi zuccheri, poca igiene orale © Thinkstock

Sanihelp.it - Gli ultimi dati italiani relativi ai bambini, emersi da uno studio nazionale condotto dal Centro di Collaborazione OMS per l’Epidemiologia e l’Odontoiatria di Comunità, mostrano una percentuale di carie del 21% a 4 anni e del 43% a 12 anni, anche se i segnali, soprattutto a causa dell’aumento di zuccheri nelle diete, indicano una tendenza in crescita.

A evidenziarlo è il dottor Jacopo Gualtieri, odontoiatra di Lucca membro dell'EAO (European Association for Osseointegration), specializzato in implantologia e rigenerazione ossea, in forza anche al reparto di odontostomatologia dell'Ospedale San Raffaele di Milano: «Sono tre i fattori responsabili della carie: le predisposizioni genetiche, l’igiene e l’alimentazione. Sul primo è impossibile intervenire, attraverso una corretta igiene dentale e una scelta più ponderata e consapevole degli alimenti».

Ulteriori conferme arrivano da numerosi studi condotti recentemente in diversi Paesi, dall’India alla Nuova Zelanda agli Stati Uniti, tutti concordi nell’individuare le cause dell’aumento di carie in una scarsa cultura dell’igiene orale da parte dei genitori.

Secondo una recente ricerca pubblicata dal Department of Paediatric and Preventive Dentistry dello Saveetha Dental College di Chennai (India), è emerso che più della metà dei genitori non aveva portato, per diverse ragioni, i bambini (tra i 3 e i 12 anni) al controllo annuale da un dentista. La conseguenza è una maggiore presenza di carie, placca e tartaro nei bambini e un aumento esponenziale delle probabilità di infezioni o future problematiche orali.

Una scarsa igiene nei bambini può generare diverse problematiche: di natura medica, aprendo la via a infezioni maggiori del cavo orale, di natura alimentare, perché il dolore delle carie può incidere negativamente sulla corretta nutrizione e, infine, di tipo psicologico, comportando talvolta problemi di linguaggio e apprendimento.

A questi numeri sono seguite diverse risposte da parte delle istituzioni come la New Zealand Dental Association che ha lanciato una campagna a cui hanno aderito diverse scuole e uffici pubblici, per vietare, almeno per un mese, tutte le bevande, a esclusione di acqua e latte.

L’obiettivo è quello di innescare un meccanismo virtuoso che riesca a far diminuire l’abuso di bevande energetiche, gassate e zuccherate tra giovani e adulti, anche al di fuori degli orari scolastici o lavorativi. In Gran Bretagna, invece, come già successo in Francia, si è provato ad affrontare questa emergenza attraverso una soda tax, una tassa sulle bibite zuccherate che dovrebbe entrare in vigore nel 2018. Anche nel nostro Paese ci sono stati tentativi legislativi ma, al momento, non ci sono norme nazionali che riguardano la limitazione di zuccheri nei luoghi pubblici.

I consigli per i genitori. Pulire le gengive dei neonati dopo ogni pasto con una garza inumidita. Iniziare l’igiene orale fin dai primi denti da latte con uno spazzolino piccolo con setole molto morbide. Scegliere dentifrici per bambini, contenenti il giusto quantitativo di ingredienti come fluoro o altri.

Privilegiare il consumo di cibi anticarie (verdure fibrose, acqua, latte, formaggi stagionati, frutta secca) o cariostatici (verdure cotte, carne). Ridurre gradualmente le quantità di cibi e bevande ricchi di zucchero. Alternare ai dolci e alle bevande industriali snack più salutari, come frutta fresca, secca o una spremuta. Non gratificare i bimbi con i dolci. Abituarli a lavare i denti dopo aver mangiato dolci.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Jacopo Gualtieri

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