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Oncologia

Emma Marrone: dopo il tumore mai più bionda?

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Pubblicato il: 25-02-2020

Dopo l'operazione cui si è sottoposta lo scorso autunno, i medici le avrebbero detto di non tingere più i capelli. Ma le tinture sono davvero pericolose?


Emma Marrone: dopo il tumore mai più bionda? © rete

Sanihelp.it - «Potrei anche non tornare mai più bionda. Mi basta sapere che sono bionda dentro. Dopo l’operazione i medici mi hanno detto di non tingerli. Mi sono presa la libertà di farli riposare. E adesso che penso alle ore risparmiate dal parrucchiere sono tentata...» lo ha raccontato Emma Marrone in un’intervista rilasciata a 7, il magazine del Corriere della Sera prima di partecipare al Festival di Sanremo in qualità di ospite. La cantante è reduce da un stop forzato per occuparsi della propria salute: a settembre si è sottoposta a un intervento di natura oncologica (sembra per un tumore alle ovaie), non il primo per la giovane artista. E le sue dichiarazioni non hanno mancato di rinverdire la questione del possibile legame tra tinture per capelli e tumori.

Il legame è piuttosto studiato perché alcune delle sostanze contenute nelle tinture per capelli sono classificate come cancerogene quando sono utilizzate ad alte concentrazioni e per periodi di tempo prolungati. Un rapporto del 2010 dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), organismo dell’Organizzazione mondiale della sanità che conduce e coordina la ricerca sulle cause del cancro, valutando anche la cancerogenicità delle sostanze, ha infatti inserito le tinture per capelli nella lista dei probabili cancerogeni per chi ne fa un uso professionale, come i parrucchieri, ma, è bene sottolinearlo, per l’uso personale le ha inserite nella lista dei non classificabili come cancerogeni. 

L’AIRC (Associazione Italiana per la ricerca sul cancro), fa il punto sul proprio sito: «i risultati degli studi suggeriscono un aumento di rischio di sviluppare un cancro (in particolare per i colori più scuri, ma non sempre statisticamente significativo) soprattutto per le tinture di vecchia concezione (prima del 1980). Per quelle attualmente in uso, sembra esistere un unico studio (sebbene su grandi numeri) i cui risultati hanno rilevato anch'essi un rischio più alto della norma, ma limitatamente alle donne che ne fanno un utilizzo frequente e hanno familiarità con il cancro del seno. Lo studio è stato però condotto negli USA dove i regolamenti sui componenti chimici delle tinture sono diversi da quelli europei e, in genere, meno restrittivi. Vi sono invece studi che segnalano un possibile aumento di rischio di alcuni tumori (in particolare della vescica e del seno) per i professionisti (parrucchieri e operai addetti alla preparazione dei colori)».

Occorre rinunciare alle tinte dunque? «Non sembrano esserci ragioni per eliminare l’uso delle tinture a livello individuale, anche se è bene seguire scrupolosamente le istruzioni sui tempi di posa ed eventualmente ridurre la frequenza di utilizzo, in particolare di prodotti che hanno anche un potere lisciante sul capello» suggerisce l’AIRC. Non si sa esattamente perché a Emma Marrone sia stato sconsigliato l’uso delle tinte, ma, con riferimento ai pazienti oncologici, sempre l’Associazione ricorda «Per quel che riguarda i pazienti in chemioterapia e nei sei mesi successivi, la tendenza è a sconsigliarne l’uso più per timore di effetti dermatologici (allergie, problemi di caduta dei capelli) che per un eventuale effetto cancerogeno».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
7- Corriere della sera, Airc.it

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