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Lettini solari fuori controllo

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Pubblicato il: 13-02-2007

Non esiste una regolamentazione precisa. Una ricerca inglese dimostra che la potenza delle lampade è in continuo aumento. Il problema è il rischio di cancro.

Sanihelp.it - Una recente indagine condotta dal Hospital di Dundee, in Scozia, e pubblicata su «Society for Radiological Protection» ha messo sotto torchio i centri abbronzanti del Regno Unito.
Secondo i ricercatori l’83% delle strutture abbronzanti testate ha fatto registrare livelli di raggi UV dei propri lettini superiori agli standard fissati dall’Unione Europea e dal Regno Unito.

Tutto ciò ha come conseguenza l’aumento del rischio di cancro alla pelle coloro che ricorrono al lettino solare abbronzante. I raggi ultravioletti delle moderne apparecchiature sono infatti più forti rispetto al passato, e il rischio di incorrere in un cancro alla pelle è circa il triplo rispetto a 10 anni fa.

L’indagine ha riguardato non solo centri abbronzanti, ma anche centri sportivi, hotel e parrucchieri, per un totale di 133 lettini solari e 50 strutture. Rispetto a un precedente censimento svolto nel 1997, c’è stato un aumento del 30% dei centri che hanno poca attenzione verso i limiti imposti dalla legge alle radiazioni UV. Le associazioni di categoria Inglesi hanno replicato che se è vero che l’intensità è aumentata è anche vero che è diminuita la durata delle sessioni abbronzanti. I ricercatori hanno invece affermato che la maggior parte dei lettini non sono soggetti ad adeguata supervisione e sono privi di qualunque restrizione circa età dell’utente o numero di sessioni.

Anche se in Italia non è stata compiuta nessuna ricerca come questa la situazione sembra essere pressoché paragonabile. Secondo i dati in possesso delle associazioni di categoria, in Italia sono circa 13.000 gli esercizi commerciali autorizzati che utilizzano apparecchiature provviste di sorgenti di radiazione UV per l'abbronzatura artificiale della pelle.

Le stesse associazioni stimano in qualche migliaio gli esercizi non autorizzati ma non è questo il dato più critico. La regolamentazione della professione di estetista e delle apparecchiature per l’abbronzatura artificiale sono regolate dalla legge numero 2 del 4 gennaio 1990 "Disciplina della attività di estetista".
Il problema che ad oggi, non esiste nessun criterio di regolamentazione delle lampade abbronzanti e quindi non esiste un sistema di tutela del consumatore e dell’estetista stesso.
A Strasburgo sono al vaglio una serie di proposte, sembra che per giugno verrà emanata una normativa comunitaria.


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Redazione Sanihelp.it

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