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La psoriasi infantile, tra farmaci e cure naturali

Bimbo a chiazze? Fai così

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Pubblicato il: 24-03-2009

La psoriasi è una malattia diffusa anche tra i bambini. Per curarla oggi sono disponibili nuovi farmaci più mirati, mentre il sole e le terme aiutano a migliorare i sintomi.

Sanihelp.it - Nel mondo sono circa 125 milioni le persone che soffrono di psoriasi e, solo in Italia, la percentuale si stima intorno al 2-3%. Molti di questi (non si sa quanti) sono bambini e ragazzi al di sotto dei 16 anni, che il più delle volte sono colpiti dalla variante guttata della malattia, che può evolvere verso la guarigione o verso la più comune forma di psoriasi, la cosiddetta volgare, caratterizzata da chiazze distribuite ai gomiti, alle ginocchia e sul cuoio capelluto.

Perché compare? «La psoriasi guttata può essere la conseguenza di una tonsillite o, in generale, di un’infezione faringo-tonsillare di origine streptococcica», spiega il professor Sergio Chimenti, Ordinario di Dermatologia e Venereologia presso l’Università degli Studi di Tor Vergata e Direttore della Clinica Dermatologica dell’Università di Roma Tor Vergata.
Per questo, in caso di dubbio, può essere opportuno eseguire delle analisi del sangue ed eventualmente un tampone faringeo e una visita otorinolaringoiatrica per ricercare eventuali focolai di infezione da eradicare.

Nelle forme più gravi e conclamate, la psoriasi guttata non è difficile da diagnosticare. Può esserlo invece nelle forme lievi, perché è facile confonderla con la dermatite atopica o seborroica (la crosta lattea del lattante) o con la dermatite da pannolino.

La psoriasi è una malattia tendenzialmente cronica, a evoluzione recidivante. La remissione delle lesioni cutanee è temporanea per un periodo variabile, ma è possibile, soprattutto nei bambini, che queste non si ripresentino più per tutta la vita. D’altra parte, l’alterazione genetica che è alla base della patologia è irreversibile e rimane pertanto una predisposizione alla malattia che potrebbe ricomparire in qualsiasi momento.

Qual è dunque l’approccio terapeutico più efficace? «Innanzitutto è fondamentale avere una particolare attenzione alle possibili ripercussioni psicologiche che si accentuano prima e durante l’adolescenza. La collaborazione tra genitori e medico specialista, in tal senso, è fondamentale», spiega il professor Chimenti.

Poi, per quanto riguarda le cure, queste sono quasi esclusivamente di tipo locale, con creme a base di cortisonici, calcipotriolo (un derivato della vitamina D), tazarotene, catrame vegetale, anti-infiammatori non steroidei. Largamente impiegate le creme emollienti e idratanti.
Nelle forme squamose e solo nel bambino più grande sono consigliabili creme cheratolitiche, in grado cioè di far staccare le squame e favorirne l’eliminazione, come quelle contenenti acido salicilico, urea, miscele di alfa e beta-idrossiacidi.

«Premesso che nei bambini è necessario privilegiare la sicurezza della terapia farmacologia rispetto alla velocità dei risultati, oggi stanno prendendo sempre più piede i cosiddetti farmaci biologici, progettati per colpire molecole specifiche del sistema immunitario che scatenano lo sviluppo delle placche psoriasi che - spiega Chimenti - In particolare, etanercept si è dimostrato efficace in uno studio multicentrico condotto su bambini e adolescenti con psoriasi moderata e grave. Dopo l’Italia, anche gli Stati Uniti e il Canada hanno effettuato una sperimentazione riscontrando gli stessi risultati. L’Agenzia Europea dei Medicinali (EMEA) ha autorizzato e registrato etanercept; ora attendiamo la sua autorizzazione in Italia per poter somministrare il farmaco in ospedale e nei Centri Psocare».

Quali sono i vantaggi di questa terapia? «Le terapie biologiche hanno dimostrato un'elevata efficacia nel tempo, una sicurezza a lungo termine e un piano terapeutico più semplificato rispetto alle terapie convenzionali – risponde l’esperto - In particolare, etanercept ha un meccanismo d’azione più fisiologico e mantiene la sua efficacia nel tempo anche quando viene usato in maniera intermittente».

Nelle forme particolarmente diffuse della malattia può essere utile, come supporto terapeutico, anche l’elioterapia (esposizione al sole), senza però dimenticare che l’inadeguata ed eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti è estremamente dannosa in età pediatrica.
Una buona idea è quella di alternare i bagni solari estivi alle cure termali invernali. Queste ultime, da evitare durante la fase acuta della malattia, agiscono soprattutto sui sintomi, riducendo le chiazze eritemato-desquamative ed esercitando un’azione eutrofizzante e normalizzatrice sulla pelle.

«Le acque termali più indicate nella cura della sintomatologia da psoriasi – - spiega il dottor Ignazio Carrubba, specialista in Medicina Termale delle Terme di Sirmione - sono le sulfuree e le salsobromoiodiche, per la loro azione antinfiammatoria e cheratolitica. Tale azione viene potenziata da bagni in acqua termale di circa 20 minuti, ma anche da inalazioni e fangature fredde per il trattamento di parti più o meno estese di cute sofferente».
Le malattie della pelle sono riconosciute dal Sistema Sanitario Nazionale, quindi trattabili in regime convenzionato con i centri termali. I cicli di terapie dovrebbero ripetersi due volte l’anno (in qualsiasi periodo) con durata minima di almeno 12 giorni ognuno.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Consensus Conference Psoriasi e farmaci biologici - U.O. Dermatologia Dip. Medicina Pediatrica Osp. Ped. Bambino Gesù

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