Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Tumore del seno: servono mammografie personalizzate

di
Pubblicato il: 20-04-2009
Sanihelp.it - La mammografia dovrà essere su misura: la presenza di uno o più casi di tumore del seno in famiglia, il sovrappeso, l’avere o meno avuto figli, la sedentarietà, l’assunzione della terapia ormonale sostitutiva, particolari caratteristiche della mammella e interventi precedenti diventeranno criteri per dividere le donne in tre categorie di rischio (normale, medio e alto).

Resta invariato l’iter per chi non presenta fattori critici. Per le altre, andranno invece previste corsie preferenziali e l’utilizzo di strumenti più sensibili, come la mammografia digitale. Non più quindi un esame standard ogni 24 mesi fra i 50 e i 69 anni, ma uno screening ritagliato su misura. E ancora, l’estensione per le quarantenni e per le over 70.

Lo screening ha consentito di ridurre del 50% la mortalità, ma ora è necessario rinnovare i criteri. Le nuove indicazioni sono già allo studio della Commissione Prevenzione e Screening del Ministero. Un provvedimento che mira a ridurre i 12.000 morti che il tumore del seno causa ogni anno nel nostro Paese, su 38.000 nuovi casi. Infatti, se si interviene ai primissimi stadi, la sopravvivenza raggiunge il 98%. Merito della prevenzione ma anche delle terapie target sviluppate negli ultimi anni, in grado di agire solo sulle cellule malate.

Un’italiana su 11 rischia di ricevere una diagnosi tumore del seno nel corso della vita e una su 50 di morirne. L’incidenza è simile in tutte le regioni ma ciò, purtroppo, non è vero per i programmi di screening. Esiste una grave differenza fra Centro-Nord, Sud e Isole. Se nel settentrione 8 donne su 10 dichiarano di aver eseguito almeno una mammografia preventiva, la percentuale scende a una su 2 nell’Italia meridionale. L’estensione effettiva dei programmi di screening attivi al 2007 è pari all’82.9% al Nord, al 73.3% al Centro e solo al 27.6 % al Sud. E la sopravvivenza cambia di conseguenza: al Nord è del 10% più elevata. Su questo tema si sta impegnando in particolare la Commissione Prevenzione e Screening del Ministero, con progetti e proposte concreti per garantire pari accesso all’assistenza sanitaria a tutti i cittadini.

Altra battaglia che vede gli specialisti uniti e determinati è il contrasto dello screening opportunistico: troppe donne si rivolgono per la mammografia alla piccola struttura sotto casa e questo rischia di minare la serietà dei controlli e la credibilità dei risultati. Va invece potenziato l’accreditamento istituzionale di Centri specialistici nazionali di livello.

Le italiane guarite dal tumore del seno sono oggi circa 500.000, merito di una strategia su più fronti: prevenzione, nuove terapie, ma anche ricerca. L'Italia può contare su professionisti di primo livello. Vanno segnalati in particolare quelli che aderiscono al Gruppo cooperativo Italiano Mammella (GIM), che coinvolge 180 strutture oncologiche per la promozione di studi clinici. Attualmente ve ne sono in corso 9, che arruolano ogni anno circa 2.000 pazienti. Ci si concentra soprattutto sul miglior affinamento delle sequenze dei farmaci biotecnologici nella terapia adiuvante, con grande attenzione ai profili di farmacogenomica.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Istituto Nazionale Tumori Regina Elena

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti