Sanihelp.it – Un aumento di peso alla fine della terapia per tumore al seno può comportare il rischio di recidiva. Questi i risultati dello studio condotto presso l’Ospedale A. Perrino di Brindisi e presentati al Congresso della Società europea di oncologia medica (European Society of Medical Oncology).
Il professor Saverio Cinieri, della Breast Unit dell’ospedale brindisino e membro del Consiglio Direttivo nazionale dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), spiega: «Abbiamo considerato l’Indice di Massa Corporea (IMC) di 520 donne con una diagnosi precoce di tumore al seno. La scoperta è importante: due punti di aumento dell’IMC determinano un incremento esponenziale del rischio di recidiva, portandolo al 52%. La percentuale invece si attesta al 34% se l’incremento dell’IMC è inferiore a due punti. Purtroppo non abbiamo riscontrato casi significativi di protezione dalle ricadute con una perdita di chili. Sembra che il corpo reagisca soltanto, tra l’altro in maniera negativa, quando si verifica un incremento ponderale. Diventa quindi fondamentale controllare con estrema attenzione il peso di queste pazienti, regolando la loro dieta e prescrivendo esercizio fisico che sia correlato allo stato di forma».
Il tumore al seno rappresenta ancora la prima causa di morte per carcinoma nelle donne, con circa 13.000 decessi all’anno. La diagnosi più frequente interessa le donne nella fascia d’età 0-49 anni (41%); a seguire quella tra 50 e 69 anni (35%), e l’età superiore a 70 anni (21%). Se scoperta nelle fasi iniziali, è una neoplasia che presenta alti tassi di guarigione, in costante crescita nel tempo: a cinque anni dalla diagnosi è vivo l’87% delle pazienti



