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Intervenire con la radioterapia

Tumore

Sanihelp.it – La radioterapia è l’uso di radiazioni ad alta energia per disintegrare parti di tessuto indesiderato e vi si ricorre in particolare negli interventi antitumorali
La radioterapia radicale a scopo curativo viene scelta come trattamento nel caso di tumori particolarmente sensibili alle radiazioni (tumori della laringe, linfoma di Hodgkin) o di neoplasie difficili all’asportazione a causa della loro localizzazione.
La radioterapia coadiuvante viene utilizzata per ridurre i rischi di recidiva localizzata in seguito a intervento chirurgico, frequentemente per il tumore al seno.
la radioterapia palliativa, la più diffusa, porta spesso benefici importanti, come il controllo del dolore.


La radiazioni vengono somministrate tramite un raggio esterno e i trattamenti coadiuvanti e radicali vengono distribuiti in diverse settimane, perché in un’unica dose provocherebbero un danno ai tessuti. La terapia non è affatto dolorosa.
Gli effetti collaterali della radioterapia derivano dal fatto che oltre alle cellule cancerose, vengono distrutte anche le cellule sane.
Una radioterapia con dosaggio elevato può dar luogo a ulcerazione della pelle e a malessere e affaticamento.
Altri effetti collaterali dipendono dalla zona interessata; per esempio l’irradiazione dell’addome superiore causa nausea, mentre quella dell’addome inferiore e della pelvi causa diarrea.
Se la radioterapia radicale provoca sicuramente effetti collaterali, non è detto che anche la radioterapia palliativa li provochi.

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