Sanihelp.it – Si parla sempre di più di relazioni non-monogame e comprensibilmente c’è chi desidera esplorare questo nuovo ambito, magari anche per ravvivare un rapporto stanco. Proprio pensando a chi vuole aprire i confini della propria coppia, Ashley Madison, piattaforma internazionale dedicata agli incontri extraconiugali, ha stilato con la dottoressa Marta Giuliani – psicologa, psicoterapeuta, sessuologa Clinica e socia fondatrice della Società Italiana di Sessuologia e Psicologia – una sorta di vademecum in quattro step, da poter affrontare da uno o da entrambi i partner. Non è detto, infatti, che le necessità siano inizialmente condivise, ma il terreno di confronto può essere la carta vincente.
Primo step: consapevolezza individuale. Riconoscere individualmente e internamente il proprio desiderio di trasformare la coppia comporta il primo passo, consapevoli che ciò porterà a compromessi e anche concedere all’altro/a le stesse libertà che stiamo fantasticando. Individuare le motivazioni personali permette anche di discriminare il reale desiderio di esplorare una nuova forma di relazione da una difficoltà ad affrontare problematiche all’interno della propria relazione. Inoltre, è importante non sottovalutare quanto le relazioni non-monogame possano mettere la persona in discussione su aspetti fondamentali quali la gelosia, la fiducia, l’autostima e la capacità di comunicare. Non minimizzare mai il grande lavoro su se stessi che richiede tale scelta.
Secondo step: condivisione con il/la partner. Se la coppia è ancora in fase di formazione è consigliabile definire fin da subito i propri bisogni e desideri, mentre se la relazione è di lunga data è consigliabile seguire alcuni step graduali, partendo da un’introduzione generica del tema per vedere la reazione dell’altro/a per poi arrivare all’iniziale condivisione di fantasie e infine alla proposta di un’apertura di coppia, ad esempio attraverso l’ausilio di film o di storie di persone vicine, per poi procedere con l’esplicitazione della fantasia. É fondamentale l’equilibrio e il rispetto davanti a comunicazioni di questo genere, in quanto l’altro potrebbe avere un’iniziale reazione di chiusura dettata dal timore della non conoscenza del fenomeno e dai tabù culturali, oppure potrebbe davvero non condividere tale scelta. Attenzione: accettare per paura di perdere l’altro non è condivisione e la dinamica di relazione è destinata ad incrinarsi.
Terzo step: impostare delle regole e delle abitudini precise. Nel caso in cui entrambi i partner decidano di mettersi alla prova è consigliabile procedere per gradi e instaurare subito delle regole chiare. Prima di tutto vanno condivisi dei principi base senza i quali non è possibile iniziare questa avventura: consenso, tempo e sicurezza. Definiti questi primi cardini è possibile passare a organizzare con più chiarezza le regole e i confini entro i quali viversi tali rapporti. Ciascuna regola definisce un confine di sicurezza emozionale entro il quale muoversi e infrangerle equivarrebbe a un vero e proprio tradimento del patto e della coppia. Sono chiaramente modulabili, ovvero ridefinibili nel tempo a seconda del vissuto emotivo e dell’impatto reale che generano in ognuno dei due partner.
Quarto step: condivisione costante. Non significa dover raccontare al partner nei minimi dettagli i rapporti e gli incontri che si hanno (a meno che la coppia non abbia deciso diversamente nella sua organizzazione interna), quanto piuttosto sentirsi liberi di condividere emozioni, paure, gelosie, ripensamenti, dubbi e frustrazioni. Bisogna apprendere ad accettare il rifiuto, imparare a non forzare solo per il proprio benessere e a rispettare costantemente il volere dell’altro. Infatti, iniziare una relazione non-monogama vuol dire mettere in conto anche la possibilità di tornare indietro in tale scelta, per volere proprio o del partner. Trasparenza è sinonimo di libertà, e le relazioni umane si basano su questo principio, di qualunque tipo esse siano.



