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Che cos’e l’artrosi

La malattia è tipica dell’anziano e si stima che circa l’80% delle persone ultra settantacinquenni ha segni di osteoartrosi, anche radiografici, mentre persone con più di 64 anni presentano artrosi delle grandi articolazioni. Nella realtà il dolore riferito ad artrosi si riscontra anche nella fascia di mezz’età ed è una delle maggiori cause di perdita di giorni lavorativi.


L’età di manifestazione della malattia è generalmente intorno ai 35 anni e si presenta con una sintomatologia dolorosa a livello del ginocchio, dell’anca, della mano e della colonna vertebrale; talora compare in più di una sede contemporaneamente. Le articolazioni meno colpite sono, in genere, polsi, gomiti e spalle. Il dolore peggiora con il movimento delle articolazioni colpite ed è alleviato dal riposo, tranne nei casi di particolare gravità, dove può comparire un dolore notturno, o a riposo. Al mattino si può accusare rigidità dell’articolazione colpita ma è di breve durata ed è diversa dalla rigidità prolungata che si verifica nella artrite reumatoide, una malattia reumatica infiammatoria a decorso più distruttivo per le articolazioni.

 Il dolore può interessare la natica, l’inguine o il ginocchio e può essere da lieve fino a lancinante. Nel caso di interessamento dell’anca, l’atto di indossare le calze può risultare difficile per il dolore che insorge nei movimenti di intrarotazione e abduzione dell’anca colpita. In caso di osteoartrite del ginocchio, compaiono invece instabilità e dolore nel salire e scendere le scale e sbandamenti durante il cammino. A livello della mano, uno dei primi sintomi è il dolore e, durante le fasi acute, l’impossibilità a sollevare oggetti quali un bicchiere pieno d’acqua, o a cucire. Un sintomo che spesso allarma è la percezione di un crepitio, specie nel ginocchio o nelle rotazioni del collo, durante i movimenti attivi o passivi; è dovuto allo sfregamento delle superfici articolari irregolari. L’artrosi della colonna e quasi sempre una malattia da usura per invecchiamento ed è accentuata dove le articolazioni sono più mobili e più soggette a carico, (ultime vertebre cervicali e lombari), Nell’artrosi cervicale quando gli osteofiti(piccoli «becchi» ossei che si formano nella parte colpita) comprimono le arterie, si hanno disturbi quali cefalee, vertigini, acufeni(rumori nell’orecchio tipo ronzio o scricchiolii); quando essi comprimono i nervi, si ha una sintomatologia dolorosa. Anche a livello lombare l’artrosi si manifesta con dolore, perchè sono interessati grossi nervi, come l’ischiatico (per cui si può avere ischialgia) o altri come il femorale e l’otturatore. Il dolore lombare è irradiato lungo il decorso dei nervi e nei muscoli innervati da quegli stessi nervi che, per riflesso doloroso si contraggono determinando la lombalgia o lombosciatalgia. L’artrosi della colonna è caratterizzata dall’alterazione del disco intervertebrale, che va incontro ad una progressiva disidratazione con conseguente perdita di elasticità e possibile comparsa di fessurazioni nell’anello fibroso e conseguente prolasso del nucleo polposo. Sport e sovrappeso
Lo sport non e’ controindicato, anche se lo sport praticato a livello agonistico può indurre stress fisici alle articolazioni e peggiorarne la condizione. È stato dimostrato che praticare regolarmente esercizio fisico leggero impedisce l’ulteriore sviluppo del processo osteoartrosico a livello delle articolazioni maggiori quali ginocchio e colonna cervicale. Sono consigliati anche esercizi d’allungamento muscolare, nuoto e lunghe passeggiate.

Esiste invece un’associazione abbastanza stretta tra sovrappeso e osteoartrosi del ginocchio nelle donne e anche negli uomini. Il sovrappeso determina un carico molto pesante sulle articolazioni ed è, quindi, importante evitare in maniera preventiva di prendere peso o, nel caso degli obesi, seguire cure dimagranti. La dieta per combattere l’artrosi e l’artrite
Alcuni studi hanno suggerito che con la dieta si puo’ contrastare e modificare la sintomatologia. Gli effetti protettivi di una dieta ricca in olio di oliva e vegetali cotti è stata chiaramente dimostrata. Alcune categorie di cibi, inoltre, hanno mostrato di peggiorare i sintomi in pazienti con artrosi ed artrite. Soltanto con l’eliminazione di alcuni cibi dalla dieta, per esempio, si e’ ottenuta una riduzione significativa del dolore e dell’edema delle articolazioni, nel 46% e 36% dei pazienti, rispettivamente. Latte, derivati del latte, mais e cereali, sono tra i cibi piu’ frequentemente implicati nell’allergia alimentare. D’altra parte, diete ricche di n-3 acidi grassi polinsaturi, comunemente trovati in noci, mandorle, pesce, olio di pesce e olio di semi di lino, non solo riducono il rischio di sviluppare artrite, ma possono anche produrre un significativo miglioramento dei sintomi come la rigidita’ articolare mattutina e il gonfiore delle articolazioni, senza causare effetti collaterali. La terapia
Nelle fasi dolorose è possibile ricorrere ad alcuni farmaci analgesici ed antinfiammatori che costituiscono il primo approccio terapeutico per alleviare il dolore dovuto all’osteoartrosi d’anca e ginocchio. Migliorano significativamente la funzionalità delle articolazioni e riducono il dolore. I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sono i più usati per la loro azione potente ma hanno una serie d’effetti collaterali sul fegato, sui reni e soprattutto sullo stomaco. Nel caso di terapie prolungate con questi farmaci è consigliata l’associazione con farmaci cosiddetti gastroprotettori che prevengono l’insorgenza d’ulcere gastriche e duodenali. Attualmente sono stati immessi in commercio nuovi farmaci antinfiammatori piu’ selettivi con rischio di effetti collaterali sullo stomaco molto ridotto.

Per via locale si possono utilizzare pomate a base di capsaicina, un derivato della pianta del peperoncino, oppure cerotti medicati con sostanze antinfiammatorie, mentre nei casi più invalidanti si possono utilizzare iniezioni di cortisonici intraarticolari, cioè direttamente dentro l’articolazione colpita. Tali iniezioni non possono essere praticate più di 3-4 volte in un anno altrimenti ledono ulteriormente la cartilagine già danneggiata e sono utili solo ber bloccare una riacutizzazione. Studi recenti sembrano suggerire buoni risultati con l’utilizzo di sostanze simili all’acido ialuronico (un componente della struttura articolare) per via intrarticolare che conferiscono elasticità e lubrificano le superfici articolari infiammate.

Uno studio recente effettuato su un grande numero di pazienti suggerisce anche l’utilizzo della glucosammina(uno dei componenti della cartilagine articolare) nella terapia di fondo dell’artrosi. Una terapia costante sembra infatti ridurre i periodi di riacutizzazione del dolore articolare e un miglioramento del consumo della cartilagine. 

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