Sanihelp.it – I bambini amano stare all’aperto. Giocare, correre, fare attività nel verde è fondamentale per il loro sviluppo fisico ma non solo. «La natura va considerata infatti come un vero e proprio campo di apprendimento partecipativo» spiega Giovanna Giacomini, pedagogista, formatrice e ideatrice di Scuole Felici e del portale Edu-wow.com. «La primavera offre ai bambini l'occasione di vivere maggiormente esperienze nella natura che stimolano tutti e cinque i sensi, favorendo il loro sviluppo cognitivo, emotivo, sociale e fisico. A differenza dell'educazione tradizionale, che segue un modello passivo in cui l'insegnante trasmette informazioni e gli studenti le ricevono, l'apprendimento in natura si fonda su un approccio attivo».
«La natura, essendo in costante cambiamento, incoraggia il bambino a concentrarsi sul "qui e ora" e ad affrontare situazioni dinamiche come l'osservazione della crescita delle piante o il comportamento degli animali. Questo tipo di educazione promuove un apprendimento partecipativo che va oltre il semplice assorbimento di nozioni, favorendo una comprensione profonda e duratura» continua Giovannini.
Cosa ci insegna la natura? Lo spiega l’esperta.
Ciclicità della vita
L'educazione a contatto con la natura permette ai bambini di apprendere il concetto fondamentale della ciclicità della vita, un tema di grande valore che aiuta a sviluppare una consapevolezza più profonda dell'esistenza. Comprendere che la vita è caratterizzata da un inizio, un processo di crescita e trasformazione, e infine dalla morte, è essenziale per il bambino, poiché questa consapevolezza li prepara ad affrontare con serenità e naturalezza i cambiamenti e le sfide della vita.
La ciclicità si manifesta concretamente nella natura attraverso il continuo alternarsi di nascita, crescita, trasformazione e morte, un ciclo che riguarda tutti gli esseri viventi. L'esperienza di vedere un seme crescere, appassire e morire aiuta il bambino a capire che la fine non è mai definitiva, ma fa parte di un percorso più ampio, che continua attraverso la rinascita e la trasformazione. Questo processo, spiegato attraverso la Death Education, aiuta a ridurre l'angoscia legata alla morte e alla perdita, consentendo ai bambini di affrontare situazioni come la perdita di un animale domestico o anche il passaggio da un ciclo scolastico all’altro con maggiore serenità. La natura, quindi, si presenta come la nostra più grande maestra, poiché offre ai bambini un’esperienza diretta e concreta facilmente comprensibile e visibile. Non si tratta di concetti astratti, ma di situazioni reali che i bambini possono osservare, toccare e vivere quotidianamente.
Resilienza
La consapevolezza della ciclicità della vita e della trasformazione aiuta i bambini a sviluppare una resilienza interiore. Comprendendo che ogni fase della vita, così come ogni momento della giornata o della settimana, ha un proprio significato e scopo, i bambini imparano ad affrontare con maggiore equilibrio e fiducia i momenti di difficoltà. La natura insegna che ci sono alti e bassi, che ogni fase ha una sua importanza e che non può essere evitata. Questa consapevolezza li aiuta a sviluppare una sicurezza interiore che non dipende dall'esterno, ma che nasce dalla comprensione profonda del mondo naturale e della propria connessione con esso.
Senso di appartenenza
La natura ci riconnette con una parte profonda di noi stessi, quella stessa sensazione di unità che abbiamo vissuto quando eravamo ancora nel grembo materno, immersi nell'ambiente protetto e sicuro della placenta. In quel momento non eravamo ancora distinti dagli altri, eravamo parte di un tutto. L’esperienza della natura, che ci fa sentire parte integrante di un ciclo vitale più ampio, ci riconnette a questa sensazione di appartenenza, un aspetto fondamentale per il nostro benessere psicologico e spirituale.



