Sanihelp.it – Neanche il cervello sfugge all’invecchiamento… La perdita neuronale inizia lentamente tra i 20 e i 30 anni, per poi accelerare dopo i 60. Ma oggi sappiamo anche che la neurogenesi (la produzione di nuovi neuroni) continua per tutta la vita. Con una buona stimolazione, potremmo persino guadagnare tra i 700 e i 900 neuroni al giorno.
Sfida 1: praticare l’attenzione consapevole
Impostare un timer su 10 minuti, poi concentrare l’attenzione su un elemento del proprio ambiente, ad esempio: il rumore delle onde, il volo di un uccello, i rumori del traffico…
Il beneficio: questo esercizio mette immediatamente in uno stato d’animo d’azione: aiuta a sentirsi pronti a prendere decisioni o a riflettere su un argomento complesso, come se si fossero mobilitate tutte le proprie risorse. Ripetuto regolarmente, aiuta a resistere alle distrazioni quotidiane.
Se è troppo facile… Dopo questo momento di attenzione sostenuta, trasporre il tutto in forma artistica, che può essere un testo, un disegno… Inoltre, si lavorerà anche sulla plasticità neuronale.
Se è difficile… Ridurre il tempo di osservazione a 3 minuti e praticare questo esercizio ad occhi chiusi concentrandosi sul tuo senso del tatto, ad esempio passando la mano su un tavolo, su un indumento, su un frutto… Più concreto, l’esercizio diventa anche più facile da realizzare.
Sfida 2: Annotare gli aspetti positivi
Ogni sera annotare 5 cose belle capitate durante la giornata.
Il beneficio: Il nostro cervello tende a ricordare maggiormente gli aspetti negativi. Costringerlo a individuare quelli positivi permette di allontanare i pensieri ossessivi. E quando i pensieri negativi sono ricorrenti, questa sfida va ripetuta ogni giorno!
Se è troppo facile… Rendere questo esercizio di scrittura più impegnativo identificando, per ogni ricordo positivo, l’emozione che ha generato. Non bisogna accontentarsi di banalità: individuando l’emozione giusta, si aiuterà il cervello a non dimenticarla.
Se è difficile… Tornare alle basi: “oggi c’era il sole, ho mangiato un gelato, ero al riparo quando ha piovuto…”. A poco a poco, continuando a lanciarsi questa sfida, si riuscirà a identificare cose più significative.
Sfida 3: concedersi il digital detox
Un’ora prima di andare a dormire, mettere da parte smartphone, smartwatch, TV, computer e tablet.
Il beneficio: Gli schermi sono responsabili di un’iperstimolazione cerebrale che, tra gli altri effetti negativi, può ritardare l’addormentamento. Questa sfida può portare a una vera presa di coscienza e a una buona notte di sonno ristoratore.
Se è troppo facile… Aumentare la durata della sfida (ad esempio: niente schermi a partire dalla cena) e dedicare le ore di detox a un’attività creativa (disegno, cucito, bricolage…) che contribuirà a “nutrire” il cervello.
Sfida 4: Avvicinarsi alla coerenza cardiaca
Per un giorno intero, praticare 2 minuti di coerenza cardiaca ogni volta che ci si sente contrariati. In pratica: inspirare per 5 secondi, espirare per 5 secondi e ricominciare.
Il beneficio: è dimostrato che la coerenza cardiaca provoca meccanicamente una diminuzione del tasso di cortisolo salivare e quindi una riduzione dello stress. Dopo questi 2 minuti di respirazione, la calma interiore ritorna, evitando così l’accumulo di tensioni.
Se è troppo facile… Aggiungere un livello di visualizzazione positiva. Mentre si conta, immaginare di trovarsi su una spiaggia al tramonto, in tutta tranquillità. Un modo per accentuare l’effetto rilassante di questa sfida.



