Sanihelp.it –Curare è prendersi cura. Alimentazione, benessere e stili di Vita: l’impegno di Ail.
È il titolo della quinta edizione del convegno nazionale recentemente promosso dall’ Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma (AIL).
Il convegno è nato da un’idea semplice ma potente: la salute non può essere ridotta esclusivamente a una dimensione clinica.
Curare significa prendersi cura delle persone nel loro complesso, guardando alla qualità dell’ambiente in cui vivono, al cibo che mangiano, alle disuguaglianze che affrontano. Secondo i dati Globocan 2022, la leucemia è tra i dieci tumori più diagnosticati al mondo, e rappresenta una delle principali cause di morte per cancro.
In Italia, solo nel 2022, si sono registrati oltre 10mila nuovi casi di leucemia e più di 7mila decessi. A questi si aggiungono quasi 6.300 nuovi casi di mieloma multiplo.
Tuttavia, c’è un dato che accende una speranza: circa il 40% dei tumori è potenzialmente prevenibile, agendo su fattori di rischio modificabili come alimentazione, fumo, alcol, e sedentarietà; sono queste le leve su cui possiamo intervenire per ridurre l’incidenza di molte patologie.
In questo contesto, l’alimentazione emerge come uno snodo cruciale.
Non solo nutrizione, ma elemento cardine della prevenzione. Nonostante ciò, in Italia oltre sei milioni di persone vivono in povertà alimentare e non possono permettersi un pasto proteico ogni due giorni.
Una condizione che incide in modo drammatico sulla salute, soprattutto tra le fasce più fragili della popolazione. La qualità del cibo non dipende solo da cosa mangiamo, ma anche da come quel cibo viene prodotto, confezionato, distribuito. Fra i vari interventi che si sono susseguiti durante il convegno Hellas Cena e Simone Lanati, dell’Università di Pavia e dell’Ics Maugeri Irccs di Pavia, hanno approfondito il tema della nutrizione come pre-abilitazione, sottolineando come l’alimentazione e gli stili di vita abbiano un ruolo determinante sulla salute, contribuendo a ridurre l’incidenza di numerose neoplasie e a migliorare l’intero percorso oncologico.
Andrea Pezzana, della Asl Città di Torino, ha offerto spunti significativi sull’approccio One Health, proponendo un ripensamento complessivo dell’intera filiera alimentare, orientato verso modelli sostenibili, sicuri e responsabili.
A concludere la sessione è stata l’epidemiologa della Fondazione Umberto Veronesi, Maria Benedetta Donati, che ha trattato il tema Alimentazione e tumori.
Non sono mancate le testimonianze dalle sezioni provinciali Ail, che ogni giorno portano avanti progetti concreti al fianco dei pazienti.
Dai servizi di nutrizione clinica al supporto psicologico, dalla promozione della cultura della donazione al sostegno nei percorsi terapeutici: le esperienze presentate delle sezioni Ail di Salerno, Lecce, Genova-Savona-Imperia, Padova e Palermo-Trapani raccontano un’Italia solidale, attenta e impegnata. Sono storie di cura quotidiana, dove la scienza incontra l’umanità. Progetti come Stai bene 3.0 Plus per i bambini, Trotula per il contrasto alla malnutrizione e Aily, un’app pensata per accompagnare i pazienti ematologici, dimostrano come il volontariato e il prendersi cura possano davvero fare la differenza, anche e soprattutto nella sanità.



