HomeNewsSulle tracce di Mr. Parkinson: un’inchiesta di vita

Sulle tracce di Mr. Parkinson: un’inchiesta di vita

Sanihelp.it – L’11 aprile è la giornata dedicata alla sensibilizzazione della malattia di Parkinson.


Il Parkinson è la malattia neurodegenerativa a più rapida crescita, che si stima colpirà oltre 25 milioni di persone nel 2050.

Secondo una recente ricerca sui pazienti italiani, 1 su 3 considera il Parkinson proprio come un infiltrato pronto a fare danni e il movimento è  l’ambito più colpito: i ritmi si fanno lenti (67%), i movimenti diventano faticosi (59%), la stanchezza è invalidante (54%).

In occasione della Giornata la Confederazione Parkinson Italia, con il patrocinio della Fondazione LIMPE per il Parkinson ETS e il supporto non condizionante di Zambon ha realizzato Sulle tracce di Mr. Parkinson, il primo racconto noir sulla malattia,  una vera inchiesta di vita liberamente ispirata alle storie di Simona Salamina, Massimiliano Iachini e Massimo Gualzetti. Tre pazienti che non si arrendono a Mister Parkinson e adottano, ognuno in modo diverso, le proprie contromisure: il ballo e la pittura per Simona, la radio e il tennistavolo per Massimiliano, la cucina e l’impegno nel sociale per Massimo.

«In questo racconto – commenta Giangi Milesi, Presidente Confederazione Parkinson Italia – il Parkinson è descritto come un infiltrato metodico che firma i corpi delle persone e lavora nell’ombra, ma non si tratta di una scelta casuale: secondo una recente ricerca più di 1 paziente su 3 descrive la malattia proprio come un infiltrato pronto a fare danni. Come ogni infiltrato però anche Mister Parkinson può essere contrastato. Lo vediamo nel racconto, ma lo tocchiamo con mano ogni giorno: il coraggio quotidiano delle persone con Parkinson e la forza della rete possono infatti fare la differenza nella gestione di questa malattia neurodegenerativa»

Il Parkinson è una malattia multifattoriale caratterizzata da oltre 40 sintomi di diversa natura che colpisce principalmente il movimento: i ritmi si fanno lenti (67%), si fa fatica a muoversi (59%), la stanchezza risulta invalidante (54%). Eppure, proprio il movimento è una delle leve che può contribuire alla gestione ottimale della malattia.

«È il paradosso alla base del Parkinson – spiega Michele Tinazzi, Presidente della Fondazione LIMPE per il Parkinson ETS – perché la malattia impatta seriamente il movimento, rallenta i gesti, irrigidisce il corpo, rende instabile la postura, ma il movimento è anche tra gli elementi chiave per migliorare la qualità di vita dei pazienti. Un esercizio fisico regolare e calibrato sulle specificità della persona può infatti contribuire a proteggere il sistema cardiovascolare e a ridurre lo stress ossidativo, con ricadute positive anche sulla sfera emotiva e sociale. È dunque fondamentale impegnarsi per mettere a disposizione dei pazienti quante più occasioni di movimento è possibile». Il racconto si può leggere e scaricare gratuitamente sul sito web della Confederazione. 


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