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Giornata Mondiale senza tabacco

Sanihelp.it – In vista della Giornata Mondiale senza Tabacco del 31 maggio, la Fondazione per il Tuo cuore dei cardiologi ospedalieri ANMCO lancia un appello sull’ urgenza di contrastare il tabagismo per proteggere la salute del cuore.


Secondo gli ultimi dati epidemiologici, i fumatori hanno un rischio da due a quattro volte superiore di subire un infarto o un ictus rispetto ai non fumatori. Il fumo di tabacco si conferma, infatti,  il principale fattore di rischio cardiovascolare modificabile a livello globale.

«Il fumo danneggia i vasi sanguigni, accelera l’arteriosclerosi, aumenta la pressione arteriosa, rende il sangue più denso favorendo i trombi e riduce l’apporto di ossigeno ai tessuti. Anche il consumo minimo di una o due sigarette al giorno, così come l’esposizione al fumo passivo, aumenta significativamente il pericolo di eventi cardiaci acuti. Un’attenzione particolare va posta anche ai nuovi dispositivi, come sigarette elettroniche e tabacco riscaldato, non sono esenti da rischi: pur avendo un impatto inferiore, rilasciano comunque sostanze nocive che aumentano la frequenza cardiaca e danneggiano l’endotelio- ha tenuto a precisare in merito Domenico Gabrielli – Presidente Fondazione per il Tuo cuore e Direttore Cardiologia dell’ospedale San Camillo di Roma che ha anche sottolineato- Il legame tra tabagismo e patologie cardiache è diretto e senza sconti. Smettere di fumare rappresenta il più potente salvavita a disposizione per la salute del cuore. Il nostro organismo ha una straordinaria capacità di recupero e già dopo un anno il rischio di contrarre una malattia coronarica si dimezza rispetto a quello di un fumatore; a distanza di 5-15 anni il rischio di ictus e infarto ritorna pari a quello di chi non ha mai fumato. La lotta al tabagismo rappresenta dunque una priorità assoluta per la sanitàpubblica e per la sostenibilità del nostro sistema assistenziale». 

è notizia di questi giorni che sarà discussa in Parlamento la proposta di legge d’iniziativa popolare per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina.

La campagna 5 euro contro il fumo (https://5eurocontroilfumo.it) ha infatti raggiunto il traguardo delle 50.000 firme necessarie per presentare il disegno di legge al legislatore. Un risultato davvero straordinario, che può portare ad una sostanziale riduzione del numero di fumatori in Italia e del costo umano e sociale legato al tabagismo.

In Italia, fuma poco meno del 25% della popolazione adulta (18-69enni).

«Il 90% dei casi di tumore del polmone e il 50% di quelli della vescica sono determinati proprio dal fumo, che è inoltre correlato a malattie cardiovascolari, come infarto e ictus, e respiratorie, come enfisema, asma e BPCO – spiegano AIOM, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM -. Queste evidenze mostrano la necessità di interventi urgenti volti a diminuire il consumo di tabacco. Per ridurre in modo sostanziale il numero dei tabagisti bisogna intervenire sul fattore economico, come è già avvenuto in altri Paesi. Solo il drastico incremento del prezzo di questi prodotti può dissuadere i fumatori, soprattutto i giovani, fra i più esposti ai rischi del fumo». 


Tra i più giovani i dati sono preoccupanti: fuma o svapa il 7,5% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni, percentuale che sale al 37,4% tra i 14 e i 17 anni. Il fenomeno del policonsumo interessa oltre il 70% dei fumatori delle scuole superiori.

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