Sanihelp.it – L’ondata di calore che sta interessando tutta l’Europa e anche l’Italia ha avuto ripercussioni significative sulla salute dei bambini. I Pronto Soccorso pediatrici hanno registrato un incremento degli accessi stimabile tra il 5 e il 10%, direttamente o indirettamente correlato alle elevate temperature.
Le problematiche più frequentemente osservate sono disidratazione, malori legati all’esposizione al sole, lipotimie (svenimenti), febbre, vomito, peggioramento di patologie respiratorie e gastrointestinali e, nei casi più gravi, veri e propri colpi di calore.
I bambini, soprattutto i lattanti e i più piccoli, rappresentano una popolazione particolarmente vulnerabile, poiché hanno una minore capacità di regolare la temperatura corporea e vanno incontro più rapidamente alla perdita di liquidi.
La Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica (Simeup) richiama pertanto l’attenzione delle famiglie sull’importanza della prevenzione e lancia un vademecum con cinque semplici regole per affrontare in sicurezza il caldo estremo che potrebbe ripetersi o che si può incontrare durante le proprie vacanze.
«è stato osservato un aumento degli accessi ai pronto soccorso pediatrici, in larga parte correlato agli effetti delle elevate temperature – ha affermato il presidente della Simeup, Vincenzo Tipo – I bambini, soprattutto i più piccoli, sono particolarmente vulnerabili al caldo estremo e possono andare incontro rapidamente a disidratazione e colpo di calore. La buona notizia è che la maggior parte di queste situazioni si può prevenire con semplici comportamenti quotidiani. Per questo rivolgiamo un appello alle famiglie: non sottovalutiamo il caldo, prestiamo attenzione ai segnali di allarme e adottiamo tutte le misure necessarie per proteggere i nostri bambini durante queste giornate eccezionali».
Ecco le cinque regole d’oro per proteggere i bambini dal caldo
- Idratare frequentemente i bambini: Offrire acqua più volte al giorno, anche in assenza di sete. Nei lattanti è opportuno aumentare la frequenza delle poppate.
- Evitare l’esposizione nelle ore più calde: Limitare le attività all’aperto tra le 11 e le 18 ed evitare attività sportive intense.
- Utilizzare un abbigliamento adeguato: Preferire indumenti leggeri e di colore chiaro, utilizzando cappellino e protezione solare durante le uscite.
- Mantenere freschi gli ambienti domestici: Arieggiare le stanze nelle ore più fresche e utilizzare ventilatori o climatizzatori evitando evitando sbalzi di temperatura eccessivi.
- Non lasciare mai un bambino da solo in automobile: Anche per pochi minuti, l’abitacolo di un’auto può raggiungere temperature estremamente pericolose, con conseguenze potenzialmente fatali.
I segnali di allarme da non sottovalutare
I genitori devono prestare particolare attenzione ai primi segni di disidratazione:
- sete intensa o rifiuto di bere;
- bocca e labbra secche;
- riduzione della quantità di urine o pannolino asciutto per molte ore;
- urine molto concentrate;
- pianto senza lacrime;
- debolezza, irritabilità o sonnolenza insolita;
- mal di testa, vertigini o capogiri.
In questi casi è consigliabile portare il bambino in un ambiente fresco, farlo riposare e somministrare piccoli e frequenti sorsi d’acqua o soluzioni reidratanti orali.
Ancora maggiore attenzione deve essere posta ai segni che possono indicare un colpo di calore, una vera emergenza medica:
- temperatura corporea elevata, spesso superiore a 39-40°C;
- pelle molto calda e arrossata;
- vomito persistente;
- respiro accelerato;
- alterazione del comportamento, confusione o difficoltà a rispondere;
- marcata sonnolenza;
- perdita di coscienza o convulsioni.
In presenza di questi sintomi è necessario portare immediatamente il bambino in un luogo fresco, rimuovere gli indumenti in eccesso, iniziare il raffreddamento con panni bagnati e contattare tempestivamente il 118 o recarsi al Pronto Soccorso.
Particolare attenzione deve essere riservata ai bambini più fragili, come i lattanti, i bambini con patologie croniche, neurologiche o cardiopolmonari, i bambini con disabilità e quelli in terapia con farmaci che possono interferire con la regolazione della temperatura corporea.



