Sanihelp.it – Il test CEA (dall’inglese Carcino-Embryonic Antigen) misura il livello nel sangue dell’antigene carcinoembrionario, una proteina presente in alcuni tessuti del feto. Dopo la nascita, il CEA diminuisce fino ad arrivare, nell’adulto, a concentrazioni nel sangue molto basse. Tuttavia i suoi livelli possono aumentare nei soggetti affetti da alcuni tipi di cancro. Questo esame infatti misura la concentrazione di CEA nel sangue come supporto nella valutazione clinica dei pazienti neoplastici.
L’esame consiste generalmente nel prelevare una piccola quantità di sangueinserendo un ago in una vena del braccio, ma occasionalmente, può essere eseguito su altri fluidi corporei, quali il liquido peritoneale presente nella cavità addominale, che ha la funzione di lubrificare gli organi e ridurre l’attrito durante i movimenti della digestione, il liquido pleurico, che si trova tra le due membrane che rivestono la parete del torace e i polmoni, e il liquido cerebrospinale, che si trova nelle meningi e esternamente al midollo spinale. Nel caso di dosaggio del CEA in altri fluidi corporei la sua presenza indica la diffusione del tumore in quell’area del corpo, per esempio, la presenza di CEA nel liquido cerebrospinale può essere segno di metastasi al sistema nervoso centrale.
Il CEA è un marcatore tumorale che dapprima era considerato specifico per il cancro del colon, ma poi è stato dimostrato che può aumentare in vari tipi di tumore, ma anche in alcune condizioni cliniche non cancerogene, quali cirrosi, epatite, ulcera peptica, polipi rettali, enfisema, ipotiroidismo, pancreatite, malattie infiammatorie croniche intestinali quali colite ulcerosa e diverticolite, colecistite, patologie benigne della mammella e nei fumatori. In questi ultimi, in particolare, si possono avere valori di CEA maggiori di due volte il valore normale per i non fumatori senza che siano presenti neoplasie. Pertanto, l’antigene carcinoembrionario non può essere utilizzato come esame di screening nella popolazione generale, ma solo per valutare una terapia antineoplastica in corso.
In presenza di una diagnosi di cancro, di solito si effettua una misurazione iniziale del CEA: se la concentrazione è elevata, si procede con misurazioni periodiche per verificare l’andamento della malattia, mentre se il tumore non produce CEA, non vi è utilità nel proseguire questi controlli.



