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La cecità nel cane e nel gatto

Salute e animali

Sanihelp.it – Non è una cosa improvvisa, avviene con gradualità, ma spesso non ci accorgiamo che la vista del nostro animale è diminuita, perché finché si trova nel suo ambiente e percepisce almeno delle ombre, riesce a muoversi abbastanza bene e questo può trarre in inganno. La causa della cecità in vecchiaia è di solito la cataratta, una opacità del cristallino, cioè la lente posizionata dietro l’iride che consente la messa a fuoco delle immagini sulla retina. Guardando attentamente l’occhio ci si può accorgere della presenza di questa patologia, che comunque non è l’unica a causare la cecità, che può colpire anche animali giovani. La perdita della vista può essere dovuta a malattie dell’occhio, del nervo ottico, che conduce l’immagine al cervello, oppure del cervello stesso, dove l’immagine viene acquisita e interpretata. Le patologie che possono colpire l’occhio sono diverse: glaucoma, edema corneale, uveite, cataratta, atrofia o distacco della retina. Il nervo ottico può subire danni a causa di neoplasie o infezioni, di cimurro, ipoplasia del nervo ottico, neurite ottica, peritonite infettiva felina. Il cervello, infine, può essere coinvolto a causa di traumi cranici, meningiti, encefalopatia epatica, di nuovo peritonite infettiva felina o idrocefalo oppure danno ipossico, che si può verificare dopo una rianimazione. Se sospettiamo che il nostro animale possa essere diventato cieco, una visita oculistica il prima possibile è indispensabile e, qualora l’oculista non rilevasse nulla, si dovrà consultare un neurologo.

La soluzione del problema? Dipende dalla causa. Se si tratta di cataratta, un intervento chirurgico può dare ottimi risultati, ma anche per altre patologie la cosa fondamentale è la tempestività.

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