Sanihelp.it -Prendersi cura della persona a 360° è il nuovo mantra della medicina estetica: non più singoli trattamenti che vanno a perfezionare, o in alcuni casi stravolgere, i connotati, ma un percorso di presa in carico che contribuisca al benessere psicofisico.
È così che l’intervento sul difetto diventa solo la punta dell’iceberg di un processo di rinvigorimento sistemico che parte addirittura dal sangue, come avviene nel caso dell’ozonizzazione o delle terapie infusionali. Ne parla Cristina Sartorio, medico estetico, specializzata in medicina anti-aging o della longevità, referente per il Piemonte della Sies (Società Italiana di Medicina e Chirurgia Estetica) e docente presso la scuola post-universitaria Agorà.
«L’ozonizzazione del sangue è una emotrasfusione con ossigeno medicale nota al mondo della medicina soprattutto per curare infiammazioni muscolari, molto usata dai professionisti dello sport come trattamento antinfiammatorio e antidolorifico. Non tutti sanno che ha un riscontro positivo anche come trattamento di medicina estetica che interviene sul sistema sanguigno dell’individuo per andare a rinvigorire e mantenere vitale ed energico l’organismo, con benefici sia a livello mentale che a livello fisico» spiega l’esperta. Il concetto è semplice: se tutto il corpo è meno infiammato, invecchia meglio.
In abbinamento ad altri trattamenti per il corpo, come la carbossiterapia o la criolipolisi, e per il viso, come Ultraformer, l’emotrasfusione con ozonoterapia permette di raggiungere risultati desiderati ancora maggiori in meno sedute. È usato in diversi ambiti della medicina per ripulire l’organismo dalle tossine di altre terapie e aiutare le cellule a rimanere più vitali, abbassando l’incidenza di eventuali recidive.
Si chiama anche autoemotrasfusione del sangue ed è un trattamento della durata di 20-30 minuti al massimo, che si svolge nello studio di un professionista con competenza in ambito trasfusionale. Il tutto avviene grazie ad un piccolo macchinario fornito di una bilancia e una bombola che contiene una miscela di ossigeno e ozono. Dopo aver fatto una puntura venosa di accesso, si preleva il sangue in una sacca (100-150 cc, a seconda del peso del paziente), che viene successivamente ozonizzato. Infine, si reimmette in vena dallo stesso accesso da cui lo si è prelevato in modo che entri in circolo nel sistema sanguigno.
È un circuito chiuso e sterile, senza alcuna possibilità di contaminazione. «Poiché il processo interviene sul sangue, le persone tendono a preoccuparsi. Ma gli effetti positivi dell’ozonizzazione sono già evidenti ancora prima di reintrodurre il sangue già ozonizzato nel corpo. Infatti, siamo abituati a considerare il sangue di colore rosso acceso, ma in realtà il sangue venoso appena prelevato è di una tonalità rosso scuro. È solo dopo il passaggio nel macchinario che il sangue cambia cromia assumendo il colore rosso vivace che abbiamo in mente, il colore della salute» commenta Sartorio, che è esperta anche in trasfusioni avendo lavorato per oltre 17 anni in un centro trasfusionale.
Si tratta di una terapia che, in caso di fasi acute, può essere effettuata anche una volta a settimana, ma nella maggior parte dei casi il medico la consiglia una volta al mese per 3-5 volte. In questo modo si ripristina uno stato di benessere importante per l’individuo. Il tutto va sempre concordato con il medico, che è in grado di riconoscere eventuali variabili e consigliare al meglio il paziente. In linea generale è un trattamento sconsigliato solo in alcuni casi specifici: favismo, gravidanza, ipotiroidismo non controllato, età pediatrica, epilessia.
Già dalla prima seduta si rilevano gli effetti positivi: grazie alle sue proprietà antiossidanti e antiinfiammatorie, l’ozonizzazione del sangue permette in poche sedute di valorizzare l’attività cerebrale, rinvigorire l’organismo potenziando il sistema immunitario, agire sulla luminosità della pelle (grazie alla maggiore ossigenazione dei tessuti), aumentare la produzione di antiossidanti dell’organismo rallentando i segni dell’invecchiamento e addirittura ripristinare tutti i circuiti fisiologici.
«Il paziente che lamenta problemi di stitichezza, dopo un trattamento di ozonoterapia recupera la motilità intestinale, perché quello che era andato in cortocircuito nel suo organismo ritorna in fase fisiologica» continua Sartorio.
Il ruolo della medicina estetica oggi si sta sempre più allontanando dalla volontà di raggiungere la perfezione secondo modelli estetici omologati, ritornando al suo obiettivo primario, ovvero far raggiungere alla persona uno stato di benessere completo, che parte dalla mente e si riflette sul corpo. Da qui l’esigenza di un approccio alla medicina sempre più personalizzato, fatto su misura per l’individuo e che vada a influire su tutto l’organismo, a partire anche dal sistema sanguigno, che è la prima fonte di alimentazione del corpo.



