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Carbossiterapia contro le ulcere cutanee

Sanihelp.it – Oltre un milione di italiani soffre di ulcere cutanee: sono le lesioni diabetiche, post-traumatiche, da uso di apparecchi gessati e piaghe da decubito e che spesso richiedono l’intervento di chirurgi plastici.

La novità però si chiama carbossiterapia: una nuova cura con cui si inietta attorno alla lesione anidride carbonica in minima quantità. L’anidride carbonica ha azione vasodilatatrice, consente ai capillari di riaprirsi aumentando il drenaggio veno-linfatico.
La ferita riceve in tal modo una maggior quantità di ossigeno (il problema di queste lesioni e’ proprio l’ipossia) e si libera meglio dei liquidi che ristagnano.

Il professor Carlo D’Aniello, spiega: «L’aspetto veramente nuovo della carbossiterapia sta nel fatto di abbreviare significativamente i tempi di guarigione consentendo inoltre risultati che non erano alla portata delle terapie mediche tradizionali».
In Italia la carbossiterapia viene già erogata dal sistema sanitario nazionale, anche se solo alle Università di Siena e di Bari, che hanno contribuito allo sviluppo di questa metodica.

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Fonteagi

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