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Più calcio per tutti

Sanihelp.it – In concomitanza dei Mondiali di calcio che si sono appena conclusi in Brasile, ben 13 diversi team di ricercatori di tutto il mondo hanno deciso di fare il punto sugli effetti della pratica di questo sport sulla salute delle persone. I risultati degli studi, che sono stati pubblicati sullo Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports, hanno dimostrato le capacità preventive di tale attività nei confronti di fattori di rischio per le più diffuse malattie croniche.

Giocare a calcio, secondo quanto emerso dal trattato, aiuterebbe nello specifico a contrastare le patologie a carico del sistema cardio-circolatorio, l’ipertensione, le malattie metaboliche, il diabete, i problemi alle ossa ed ai muscoli, e ancora, costituirebbe un valido aiuto nella lotta al cancro alla prostata.

I ricercatori sostengono inoltre che la pratica del calcio non dovrebbe essere una prerogativa solo degli uomini di giovane età, ma andrebbe invece estesa anche ad anziani, donne e bambini. 45 minuti 2 volte a settimana la dose consigliata, soprattutto per i bambini dai 9 anni in su: «In questo modo si mantengono più magri, in salute e a goderne è anche l’autostima quando il gioco viene praticato secondo le regole e senza trabocchetti» commentano gli autori dello studio.

«Il calcio oltre ad essere uno sport divertente ed a promuovere lo spirito di squadra» commenta Gianluca Spinelli, personal trainer certificato di Milano «è un’attività aerobica a tutti gli effetti e costituisce pertanto un ottimo allenamento per il cuore. Durante una partita traggono inoltre giovamento sia l’apparato respiratorio che quello muscolare».

Continua l’esperto: «É consigliata una preparazione fisica specifica per irrobustire soprattutto gli arti inferiori onde evitare di incorrere in spiacevoli infortuni. Da non sottovalutare anche l’importanza di un controllo medico prima di cominciare (per questo come per tutti gli altri sport) per verificare lo stato di salute generale dell’individuo, sia esso un bambino oppure un adulto».
  
   
 

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