Sanihelp.it – La musica non è una sostanza chimica, eppure ha degli effetti che possono essere paragonabili a quelli del doping, in quanto l’ascolto e l’esecuzione di melodie e suoni può influenzare lo stato psico-fisico e avere di conseguenza effetti stimolanti sugli stati d’animo e sulle emozioni di una persona. Infatti, la musica aumenta i livelli di dopamina, neurotrasmettitore noto come ormone della felicità, ed endorfine, note anch’esse come ormoni della felicità e antidolorifici naturali, migliorando la prestazione, la concentrazione e riducendo il dolore. Da molti la musica viene definita, per questi motivi, doping legale. Ascoltare un brano che piace distoglie l’attenzione dalla fatica muscolare e dall’affanno, permettendo spesso di sostenere sforzi più intensi più a lungo, e agisce anche sullo stato emotivo, rasserenando e dando la carica. Addirittura, nella maratona di New York del 2007 era stato vietato l’utilizzo delle cuffiette durante la gara, poiché secondo la federazione americana di atletica, la musica altera le prestazioni e aumenta il rendimento. La musica in realtà non altera i valori del sangue, ma molte federazioni vietano l’uso di dispositivi di ascolto in gara, soprattutto per motivi di sicurezza e di comunicazione. I giudici di gara e i soccorritori devono infatti poter comunicare con gli atleti istantaneamente.
Inoltre, c’è anche il rovescio della medaglia. Se ci allena in bicicletta su strada, per esempio, c’è il rischio di non sentire un’auto che si avvicina e che magari suona il clacson, correndo quindi pericoli anche gravi. Inoltre, se ci si abitua ad allenarsi portando sempre le cuffiette, ci si può trovare disorientati nel silenzio della gara e questo può influire sul rendimento.
Allora, cosa si può fare? Si può usare la musica per dare la carica in allenamento, purché non ci si trovi su strade aperte al traffico mentre, per quanto riguarda le gare, bisogna sempre controllare il regolamento specifico dell’evento.



