Il ritratto e la lettura psicologica di una donna nella cui storia si incontrano amore platonico, speranza di riscatto sociale e vuoto affettivo.
Il delirio d'amore
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Un amore intenso, fisico e sensuale, quello che c’è all’inizio tra Butterfly e Pinkerton, dal quale nasce persino un bambino, ma un amore che si fa via via più rarefatto, platonico, sognato, vagheggiato e nutrito al riparo da una troppo crudele e cinica realtà. Una storia ambientata in Oriente, che però può rappresentare un dramma senza spazio né tempo: il dramma di un amore alimentato dai propri bisogni e nient’altro, una passione consumata in solitudine, in intima comunione con se stessi, incurante della realtà esterna e della reciprocità: la stessa Butterfly, a un certo punto dell’opera, si definisce «rinnegata e felice», come del tutto appagata dal proprio sentimento d’amore. «Un bel dì vedremo», una delle principali arie di quest’opera lirica e in assoluto tra le più famose, rappresenta al pubblico il «delirio d’amore» nel quale si immerge la protagonista del dramma.
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