Ecco le riflessioni di Michela Rosati, psicologa e psicoterapeuta a Terni, specializzata in psicoterapia cognitivo comportamentale (www.michelarosati.it).
No all'accondiscendenza
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Il loro egoismo a volte esaspera gli animi dei genitori, sempre in bilico fra il senso di realtà (non si può acquistare l’ennesimo paio di scarpe per poi non arrivare alla fine del mese) e la paura di perdere l’amore dei figli a causa di un rifiuto. È necessario che il genitore, in questi casi, non cada in questo pericoloso tranello, facendosi vincere dal senso di colpa e dalla paura. L’amore verso il genitore non può dipendere dall’assoluta accondiscendenza nei confronti delle richieste del figlio.
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