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A tutta marmellata!

Sanihelp.it – Il nome marmellata deriva dal nome portoghese delle mele cotogne e fin dall’antichità le popolazioni chiamavano così le conserve dolci.
Gli ingredienti di base di questi prodotti sono soltanto due, la frutta e lo zucchero. Tutto il resto, ovvero l’infinita gamma di sapori e profumi che appassiona i milioni di amanti della marmellata, dipende esclusivamente dalla qualità della frutta scelta, dal suo grado di maturazione, dall’eventuale combinazione di più varietà.
Per quanto riguarda lo zucchero, invece, generalmente si utilizza quello raffinato e semolato, ma oggi in commercio esistono anche diversi dolcificanti ipocalorici specifici per marmellate, come quelli a base di fruttosio.
Nella sua ricetta tradizionale, comunque, la marmellata resta un alimento molto energetico, nonché ricco di vitamine, potassio, sali minerali e cellulosa.
In più, la marmellata è di più facile digestione rispetto alla frutta fresca, corregge l’acidità gastrica ed è un coadiuvante nelle affezioni epatiche, indicato anche per i bambini affetti da acetone.
Inoltre, la marmellata non industriale, preparata con frutta fresca e cotta per poco tempo, consente il mantenimento di tutte le proprietà organolettiche del prodotto iniziale. La preparazione, poi, è relativamente semplice. Si cuoce la frutta, ben lavata e tagliata a pezzetti, in una pentola d’acciaio o di rame con mezzo bicchiere d’acqua. Una volta giunta ad ebollizione, si aggiunge lo zucchero in una proporzione di 1 a 2 (per esempio 500 g di zucchero per un chilo di frutta), continuando a mescolare fino a quando raggiunge la giusta consistenza e cristallizzazione. La ricetta può essere anche arricchita con aromi quali cannella, vaniglia e scorza di limone. Una volta pronta, la marmellata va versata ancora calda, in barattoli di vetro sterilizzati o da sterilizzare dopo la chiusura. Per evitare che lo zucchero della marmellata cristallizzi il tappo del barattolo, è bene passare il bordo con uno straccio imbevuto di liquore alcolico, oppure porre tra il tappo e il bordo l’apposito dischetto cerato. A quel punto, non resta che aspettare il raffreddamento e… assaggiare!

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