Sanihelp.it – Se per le donne è una cosa frequente e comune sottoporsi a visite ginecologiche non si può certo dire che gli uomini abbiano molta confidenza con il “loro medico”, l’andrologo.
La visita andrologica si forma di tre fasi, tutte importanti e fondamentali per la diagnosi di eventuali problemi.
La prima fase è quella di anamnesi: il medico pone alcune domande, prima generiche poi sempre più specifiche, che servono per orientarsi verso alcuni tipi di diagnosi o di terapie.
Successivamente alla fase di anamnesi vi è il vero e proprio esame fisico: qualsiasi sia la causa che vi ha spinto dall’andrologo egli provvederà a esaminare lo stato generale, la consistenza e sensibilità dei testicoli, lo stato delle mammelle, quello del pene e della prostata.
A seconda della sintomatologia e del singolo caso particolare lo specialista decide quindi verso quali altri metodi diagnostici orientarsi.
La terza fase della visita andrologica consiste in esami strumentali o di laboratorio. Frequenti sono esame delle urine e analisi del liquido seminale. Ma anche l’ecografia e l’ecocolordoppler.
È fondamentale che alla comparsa di qualsiasi problema specifico non vi siano dubbi o incertezze e ci si rivolga immediatamente allo specialista.



